16.10.14

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2.10.14

Lacrime di sirena che fanno piangere il mare...


© N.Pansiot/Tara Expéditions




Invisibili a occhio nudo, le micro particelle di plastica hanno invaso poco a poco i prodotti di uso quotidiano. Queste finissime particelle sferiche sono oggi presenti in centinaia di prodotti cosmetici: esfolianti, creme, latti detergenti, lozioni idro-alcoliche, dentifrici, smalti per unghie… alcuni imballaggi annunciano la loro presenza ("contiene micro particelle"), altri non ne fanno menzione alcuna o ne dissimulano la presenza tra i componenti con designazioni poco chiare come “polietilene” o “polipropilene”.



Oggi per avere una pelle morbida ed eliminare le cellule morte non serve più frantumare il nocciolo di un’albicocca. Le micro particelle di plastica presenti nei cosmetici hanno rimpiazzato i rimedi di bellezza della nonna. Esse rotolano sulla pelle levigandola. L’industria dei cosmetici lo sa bene ed è per questo che le usa, e ne abusa. Indipendentemente dalla loro grandezza, che può essere inferiore a 1 mm o leggermente superiore, come nei prodotti esfolianti, il loro destino non cambia. Non sono biodegradabili e sono troppo fini per i sistemi di filtrazione degli impianti di trattamento dell’acqua. E così viaggiano indisturbate per condotte, scarichi di docce e bagni, passano attraverso fognature e corsi d'acqua, per poi terminare la loro corsa nei mari e negli oceani. Qui, forse, si faranno trascinare dalle correnti per diversi secoli, oppure entreranno nella catena alimentare sottomarina inghiottite da un pesce. In inglese si chiamano “mermaid tears”: lacrime di sirena che stanno avvelenando gli ecosistemi acquatici.

Ancora una volta, l’effetto cumulativo delle nostre azioni individuali ingenera un problema a livello globale. Piccoli gesti di cura e igiene personale che sembrano inoffensivi non lo sono per l’ambiente ma il consumatore non lo sa. E se lo sapesse probabilmente opterebbe per un altro tipo di prodotti diventando a tutti gli effetti un “consumAttore”.

La regione dei Grandi Laghi negli Stati Uniti è la più colpita da questo tipo di inquinamento, tant’è che lo scorso giugno lo stato dell’Illinois ha proibito all’industria l’uso delle micro particelle di plastica. Altri stati come New York, California e Ohio stanno legiferando in tal senso.

La comunità scientifica si è interessata al problema da qualche anno e alcuni studi sono già stati pubblicati. Secondo il Dr Leslie della Libera università di Amsterdam un prodotto esfoliante (per esempio un gommage di marca) contiene un 10.6% di microplastica. In Europa, Liebezeit e Dubaish, ricercatori presso l’università tedesca di Oldenburg, ritengono che i cosmetici siano oggi la principale fonte di inquinamento da microplastiche nel mare di Wadden.

La problematica delle micro particelle fa parte dello studio condotto a bordo di Tara sulla microplastica. Non è un problema nuovo. Infatti nel 1972 i ricercatori E.J. Carpenter e K.L. Smith sono stati i primi a dare l’allarme e a segnalare la presenza di queste finissime particelle di plastica sulla superficie dell’Atlantico. Un anno dopo la pubblicazione del loro studio documentano l’ingestione di polietilene da parte dei pesci.

Sono passati 42 anni da queste prime osservazioni e la situazione non ha fatto che peggiorare. Ma siamo ancora in tempo per invertire la tendenza, smettere di gettare i nostri rifiuti in mare e prendere le decisioni giuste.




Noëlie Pansiot

1.10.14

Per rivivere la spedizione Tara Oceans Polar Circle...




Esce oggi, primo ottobre 2014, nelle librerie francesi, il libro di Vincent Hilaire che racconta in immagini e parole la quotidianità di una spedizione incredibile. Nei tre mesi trascorsi a bordo come corrispondente di bordo, Vincent Hilaire ha anche filmato numerose sequenze a cui il lettore può accedere tramite i flash code presenti all’interno del libro.

Tara, una barca che è sinonimo di avventura, scienza e grande freddo.
Tara Oceans Polar Circle, la spedizione realizzata nel 2013, è stata un progetto straordinario: 25 000 chilometri percorsi in 6 mesi attorno al Polo Nord.
Obiettivi: prelevare il plancton, studiare la biodiversità artica, comprendere l’impatto della fusione della banchisa sull’ecosistema polare marino…

Un’avventura umana che ha riunito a bordo un’équipe di marinai, scienziati, giornalisti, meccanici e cuochi che per molti mesi hanno condiviso pasti e aurore boreali ma anche operazioni scientifiche realizzate nel cuore della banchisa, tra orsi e Inuit…



Prefazione di Patrick Poivre d’Arvor
Edition Hachette

30.9.14

Prime osservazioni dopo cinque mesi di navigazione


© Tara Expeditions




Maria Luiza-Pedrotti, laureata in oceanografia in Brasile e ricercatrice del CNRS,  lavora presso l’Osservatorio oceanologico di Villefranche-sur-mer. Prima di imbarcarsi sulla goletta per studiare la micro- e macro-fauna attaccata alla plastica e procedere alla caratterizzazione dei campioni raccolti, ci spiega le tecniche impiegate e le zone di campionamento prescelte.



“Dallo scorso maggio, inizio della missione Tara Mediterraneo, abbiamo già setacciato 150 tratti di mare con la rete Manta e 40 con la rete Bongo. I frammenti di plastica sono stati issati a bordo e preparati per le analisi successive. Siamo quindi in fase di campionamento. Tara sta effettuando una quadrettatura degli ecosistemi mediterranei al fine di realizzare un'analisi completa della situazione. 
La strategia di campionamento della spedizione Tara Mediterraneo consiste in prelievi al largo ma anche lungo le coste vicino alle città, nei pressi delle foci dei fiumi e dei porti al fine di studiare gli effetti delle attività antropiche* e la pressione esercitata dall’ambiente terrestre. 

Siamo interessati sia al litorale che al mare aperto in quanto ciò ci consente di studiare l'influsso della corrente nella dispersione della micro-plastica, la presenza di vortici e meandri che si formano temporaneamente e possono accumulare frammenti, l'effetto dei venti in superficie e sulla distribuzione dei frammenti nella colonna d'acqua. Questo è il motivo per cui, in caso di maltempo, viene utilizzata la rete  Bongo, che rimane sotto la superficie, al posto della rete Manta, che invece recupera le microplastiche nello strato neustonico (strato superficiale) quando il mare è calmo. 

Abbiamo effettuato prelievi  anche di notte, quando il  plancton in profondità migra verso la superficie alla ricerca di cibo ed entra così in contatto con le materie plastiche. Trovare i pezzetti di plastica mescolati con questi organismi a volte luminescenti è stata una vera sorpresa. Il nostro obiettivo è conoscere la parte di micro-plastica presente nella rete trofica*. Queste micro-plastiche hanno dimensioni simili a quelle  del plancton e possono quindi venire confuse e ingerite da organismi filtratori come alcune specie di pesci e le balene. 

La nostra preoccupazione principale, all'inizio della missione Tara Mediterraneo, era coprire il più possibile tutto il bacino del Mediterraneo e le diverse strutture fisiche che lo caratterizzano. Per farlo, gli scienziati della missione preparano le mappe di campionamento e scelgono le aree di campionamento servendosi di immagini satellitari e di modelli di circolazione oceanica. Questi strumenti sono forniti  dalla società Mercator Océan e servono a determinare le aree di interesse per il campionamento in mare. Per il meteo,  ci serviamo del  sito Sea-Seek per conoscere le correnti, i venti e le onde di superficie. I servizi del sito My Ocean forniscono informazioni sullo stato del mare in base alla combinazione di osservazioni spaziali e in situ.  Le mappe sono aggiornate quotidianamente in base ai cambiamenti meteorologici e idrologici. 

Il Mediterraneo non dispone di strutture permanenti quali i giri (gyre)* che si osservano negli oceani e che si formano per effetto della rotazione terrestre (forza di Coriolis). In queste zone la plastica è trascinata dalle correnti vorticose e va a concentrarsi su migliaia di chilometri al centro dell'Atlantico o del Pacifico. Studi condotti dal 2011 nella parte nord-occidentale del Mediterraneo mostrano che la quantità di plastica è dello stesso ordine di grandezza di quella rilevata in queste zone turbolente - un fatto che ci preoccupa molto. I primi risultati di Tara sono allarmanti! Sono stati trovati frammenti di plastica in ogni punto in cui la rete è stata tirata su, da ovest a est del "Mare Nostrum". 


M. L. Pedrotti 



Antropico: che ha origine umana; che è causato dall'uomo. 
Rete trofica: un insieme di catene alimentari collegate tra loro all’interno di un ecosistema. 
Giro oceanico: gigantesco vortice di acqua oceanica formato da un insieme di correnti marine. I gyre sono causati dalla forza di Coriolis.

26.9.14

Tappa a Napoli della spedizione Tara Mediterraneo - dal 9 al 13 ottobre 2014

Settembre 2014
COMUNICATO STAMPA

Tappa a Napoli della spedizione Tara Mediterraneo - dal 9 al 13 ottobre 2014 -



La goletta Tara nel Mediterraneo © F.Latreille/Tara Expéditions

La goletta Tara è in missione nel Mediterraneo. La spedizione, che è iniziata a maggio e terminerà a novembre 2014, ha due obiettivi: condurre uno studio scientifico sull’inquinamento da plastiche e promuovere una presa di coscienza sui cambiamenti ambientali nell’area mediterranea.

Tara si fermerà a Napoli dal 9 al 13 ottobre 2014. Questa tappa sarà occasione di incontri con il pubblico e un evento del Forum Universale delle Culture UNESCO.


La missione Tara Mediterraneo - 2014
450 milioni di persone vivono nelle zone costiere del Mediterraneo. Per le sue caratteristiche geografiche e climatiche, il Mediterraneo ospita quasi il 7% della biodiversità marina, benché esso rappresenti solo lo 0,8% della superficie degli oceani. Le sue città odierne sono sovraffollate e nel Mediterraneo si concentra il 30% del traffico marittimo mondiale. I problemi legati all’inquinamento proveniente da terra si moltiplicano mettendo sotto pressione l’ecosistema marino, essenziale per le popolazioni della regione e per la vita in generale. Tra gli agenti inquinanti, va annoverata la crescente presenza nel mare di microplastiche. Molto probabilmente esse sono entrate nella catena alimentare e quindi anche nella nostra dieta. È quindi urgente procedere verso soluzioni concrete.

A bordo di Tara verrà condotto uno studio scientifico sulle plastiche, con la partecipazione di 15 laboratori e coordinato dal Laboratorio di Villefranche-sur-mer (Université Pierre et Marie Curie e CNRS) e dalla University of Michigan (USA). L’accumulo di rifiuti di plastica in natura è uno dei cambiamenti recenti più onnipresenti e di lunga durata sulla superficie del nostro pianeta, e una delle maggiori preoccupazioni ambientali del nostro tempo. Nonostante ciò, sappiamo troppo poco sul destino di tali plastiche e sul loro ruolo nella dinamica degli ecosistemi per poter prevedere il loro impatto futuro sugli oceani del nostro pianeta e sull’uomo.

Per colmare questa lacuna, gli scienziati a bordo di Tara si impegneranno in una missione interdisciplinare per comprendere meglio l’impatto delle plastiche sull’ecosistema del Mediterraneo. Essi quantificheranno i frammenti di plastica, misurandone anche dimensioni e peso. Inoltre identificheranno i tipi di plastiche trovati in mare (compresi gli inquinanti organici ad esse associati) e studieranno la dinamica e la funzione di comunità microbiche (batteri, protozoi, micro-alghe, molluschi, crostacei) che vivono su di esse e che minacciano di entrare nella catena alimentare. « La plastica galleggiante trasportata dai grandifiumi che si gettano nel Mediterraneo è diventata una componente dell’ecosistema marino influenzandone l’assetto chimico», spiega Dr Gaby Gorsky, responsabile scientifico della missione e direttore dell’Osservatorio oceanologico di Villefranche-sur-Mer (CNRS-UPMC).

La missione Tara Oceans - 2009/2013
La goletta aveva già fatto tappa a Napoli nell’ottobre 2009, in occasione della spedizione Tara Oceans (2009/2013). Dal 2009 al 2013, Tara ha realizzato una spedizione che è durata più di 3 anni e ha toccato tutti gli oceani del mondo, tra cui il Mar Glaciale Artico con la partecipazione di prestigiosi laboratori e istituzioni internazionali. La spedizione Tara Oceans è il primo studio del plancton marino a livello mondiale, un ecosistema composto da minuscoli organismi – virus, batteri, fitoplancton ezooplancton. Al contempo ha realizzato anche uno studio delle barriere coralline. Il plancton marino è l’unico ecosistema onnipresente sulla superficie della Terra. Studiarlo significa prendere il polso al pianeta. L’obiettivo principale era comprendere meglio l’ecosistema planctonico marino indagando sulle interazioni tra gli organismi presenti e l’ambiente circostantee scoprire molte nuove specie.

La spedizione Tara Oceans ha raccolto 35 000 campioni, un’ingente banca di dati per la comunità scientifica. Sarannonecessari ai ricercatori quasi 10 anni per analizzare tutti i dati, un lavoro che culminerà con una visione integrata dell’ecosistema planctonico mondiale e delle sue relazioni con l’ambiente.
La Stazione Zoologica A. Dohrn di Napoli è uno dei laboratori partecipanti alla spedizione Tara Oceans.

Il programma della tappa napoletana - dal 9 al 13 ottobre 2014
Tara farà tappa a Napoli da giovedì 9 a lunedì 13 ottobre. Il programma prevede varie conferenze, una proiezione e le visite aperte al pubblico, in particolare quelle destinate agli scolari.

Giovedì 9 ottobre alle 16 per stampa e ospiti invitati (iscrizione: margherita.groeben@szn.it) 
Una visita della goletta Tara, con Daniele Iudicone, scienziato presso Laboratory of Ecology and Evolution of Plankton della Stazione Zoologica A. Dohrn e Martin Hertau, Capitano di Tara.
Luogo: Molo San Vincenzo – Napoli
Venerdì 10 ottobre, alle 9:30 per stampa e ospiti invitati (iscrizione: margherita.groeben@szn.it) 
Una conferenza scientifica dal titolo « Tara Oceans and the new frontiers in marine science » con Chris Bowler, scienziato alla Ecole Normale Supérieure (Paris) e Adriana Zingone, scienziata presso Laboratory of Ecology and Evolution of Plankton della Stazione Zoologica A. Dohrn.
Luogo: Stazione Zoologica A Dohrn Napoli Stazione Zoologica A. Dohrn - Villa Comunale, Napoli
Venerdì 10 e lunedì 13 ottobre, al mattino per le scuole - gratuito (iscrizioni: valentuja@libero.it) 
Visite scolari (iscrizione anticipata, posti disponibili limitati).
Luogo: Molo San Vincenzo – Napoli
Venerdì 10 ottobre, alle 18 per il pubblico - gratuito
Proiezione del film « Tara Oceans, voyage aux sources de la vie » - Film di 90 minuti ; versione sottotitolata in italiano.
Introduzione di Daniele Iudicone e Gabriele Procaccini, scienziati presso Stazione Zoologica A. Dohrn e Martin Hertau, capitano di Tara.
Descrizione del film: Vista dal cielo, la Terra è blu, ma in realtà che cosa sappiamo degli oceani del nostro pianeta? Chi vive negli oceani? Nel tentativo di rispondere a tali domande un gruppo di scienziati si è imbarcato sulla goletta Tara. Un viaggio che li ha condotti in un mondo segreto… un mondo chiamato «plancton», un mondopressoché sconosciuto abitato da milioni di organismi diversi. Una sola certezza: queste specie oceaniche svolgono un ruolo considerevole nella vita del pianeta.
Luogo: Consolato Generale di Francia a Napoli - Via Francesco Crispi 36 80121 Napoli
Sabato 11 ottobre, alle 11 per il pubblico - gratuito:
Parata in mare con i club nautici nella baia di Napoli, davanti al Lungomare (partner: Lega Navale).
Sabato 11 ottobre alle 9 per il pubblico - gratuito:
Laboratori pedagogici e picnic scientifico presso Città della Scienza.
Luogo: Città della Scienza, via Coroglio, 104, Napoli – informazioni : tel. +39 081 7352 220/222 (www.cittadellascienza.it)
Lunedì 13 ottobre, alle 16 per il pubblico - gratuito
Conferenza dal titolo « Les grandes explorations des océans » con Christiane Groeben (Stazione Zoologica A. Dohrn), Ferdinando Boero (Università̀ del Salento) e Chris Bowler, scienziato presso Ecole Normale Supérieure (Paris).
Programma dettagliato:
Luogo: Stazione Zoologica A Dohrn Napoli Stazione Zoologica A. Dohrn - villa Comunale, Napoli





Altri eventi per le scuole in concomitanza con la tappa - gratuito (iscrizioni: valentuja@libero.it)- Prima della tappa: attività pedagogiche con Valentina Cioffi e Gabriele Procaccini, Stazione Zoologica A. Dohrn. Proposta la partecipazione a Prix Incontri AMOilMare (fotografie e disegni) dell’Accademia di Belle Arti di Napoli (www.accademiadinapoli.it).
Luogo: Stazione Zoologica A Dohrn Napoli Stazione Zoologica A. Dohrn - Villa Comunale, Napoli
- Dopo la tappa, venerdì 31 ottobre: mattinata dedicata a Tara Expéditions, proiezione film Tara Oceans, viaggio alle fonti della vita e documentario realizzato durante la tappa di Tara a Napoli. Consegna premi concorso.
Luogo: Sale newton, Città della Scienza, via Coroglio, 104, Napoli - tel. +39 081 7352 220/222 (www.cittadellascienza.it)


I PARTNER IN QUESTA TAPPA
La tappa di Tara a Napoli è un evento del Forum Universale delle Culture UNESCO (www.forumculture.org).
Partner: Stazione Zoologica A. Dohrn, Consolato generale di Francia a Napoli – Institut français Napoli,
Fondazione IDIS – Città della Scienza (www.cittadellascienza.it),
Lega Navale Italiana – Sezione di Napoli (www.lninapoli.it).

I PARTNER DELLA SPEDIZIONE TARA MEDITERRANEE

agnès b., Fondation Prince Albert II de Monaco, Fondation Veolia, IDEC, Serge Ferrari, UNESCO/COI, MedPAN, Surfrider Foundation Europe, Lorient Agglomération, Ministère de l’écologie du développement durable et de l’énergie, CNRS, AFP, Le Monde, RFI, France 24, MCD.

I PARTNER SCIENTIFICI
Observatoire d’océanographie de Villefranche-sur-mer, CNRS, Université du Michigan, Université du Maine, Ecole Normale Supérieure, NASA, Université Libre de Berlin, Université Pierre et Marie Curie, IFREMER, Observatoire Océanologique de Banuyls, Université Bretagne Sud, Université Toulon Sud, Université Aix Marseille, Université de Corse, Stazione Zoologica Anton Dohrn.

SOTTO L’ALTO PATROCINIO DI JANEZ POTOČNIK, MEMBRO DELLA COMMISSIONE EUROPEA (INCARICATO PER LE QUESTIONI AMBIENTALI)

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Contatti

Stazione Zoologica A. Dohrn
Dr. Margherita Groeben
Ufficio Presidenza, Segretariato
e Relazioni Esterne

Stazione Zoologica Anton Dohrn
Villa Comunale
80121 Napoli, Italia
Tel. +39 081 5833310
Fax +39 081 7641355
E-mail : margherita.groeben@szn.it

Tara Expéditions
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Communication & Partenariats
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11 boulevard bourdon
75004 Parigi, Francia
Tel. : + 33 (0)6 63 60 14 26
Email : magali@taraexpeditions

27.8.14

Tappa a Malta, dal 28 al 30 agosto

© Tara in rotta verso Malta


Cinque anni dopo il primo passaggio durante la spedizione Tara Oceans, la goletta torna a Malta.

Dal 28 al 30 agosto, Tara sarà ormeggiata al molo Pinto nel porto di La Valletta. Tra le iniziative ed eventi rivolti al pubblico maltese ricordiamo una proiezione e una mostra sugli oceani (Place Saint George); la goletta, inoltre, accoglierà in questi giorni un nutrito gruppo di scienziati e insegnanti.


13.8.14

Da Beirut a Cipro...

La goletta ha lasciato la marina di Beirut ed è ora diretta a ovest, verso Cipro. La tappa nella piccola isola non era prevista nel nostro programma iniziale, ma data la situazione politica attuale in Israele il presidente Etienne Bourgois, il direttore scientifico della missione e il segretario generale di Tara Expéditions Romain Troublé hanno deciso all'unanimità di annullare le due tappe ad Haifa e Tel Aviv, per motivi di sicurezza. Una decisione che non è stata presa alla leggera ma ben ponderata, anche in vista delle visite programmate che avrebbero accolto a bordo centinaia di giovani studenti. Israele rimane un paese che la goletta non ha ancora visitato.

11.8.14

Operation Big Blue: 17 anni di lotta contro l’inquinamento marino in Libano



© Big Blue Association



Dal 1997 l’associazione "Operation Big Blue" opera per preservare il litorale libanese dai danni causati dall’inquinamento in un paese che, dopo anni di conflitti, riscopre le ricchezze naturali delle sue coste. Il suo carismatico presidente Iffat Edris Chatila racconta i diciassette anni di storia dell’associazione. 



Come è nata l'idea di creare questa associazione? 

Nel 1997 eravamo un gruppo di cinque subacquei che a ogni immersione vedevano le tartarughe soffocate dai sacchetti di plastica. Era una scena orribile; i fondali sembravano un bidone della spazzatura. In alcuni punti, non si poteva nemmeno vedere il fondo. Dopo 20 anni di guerra, il mare era una discarica. Un giorno, dopo un'immersione, mio fratello ha detto, "Ora basta. Dobbiamo informare la gente, dirgli di smettere di buttare tutto a mare.” È così che tutto ha avuto inizio...

Qual è stata la vostra prima azione?

La nostra prima campagna di pulizia si è svolta nel mese di agosto del 1997; 40.000 persone, da Nord a Sud, hanno partecipato ripulendo tutta la costa, le spiagge e persino sott'acqua. L'esercito ci ha aiutato nella logistica e fornendo elicotteri, subacquei, barche... Ogni anno ci hanno aiutato tra 1.200 e 1.500 soldati, e siamo riusciti anche a pulire la parte occupata dagli israeliani. Inizialmente avevamo programmato di fare queste campagne per cinque anni, ma poi ogni anno la storia si ripete e noi siamo là… Nel 1997, però, per ripulire una spiaggia ci volevano ore, oggi basta una mezz’oretta e quest'anno ben tre spiagge non hanno avuto bisogno di interventi di pulizia. Una differenza enorme!

Ma la pulizia delle spiaggie non è l'unica vostra azione... 

Dal 1997 abbiamo sviluppato diverse attività parallele, come la cosiddetta "polizia blu", che ha un ruolo di monitoraggio delle tartarughe e dei delfini, e garantisce anche la sicurezza delle persone in acqua, e fa un grande lavoro di sensibilizzazione. Abbiamo anche ripulito i fiumi che portano tutti i rifiuti solidi in mare: è un modo di affrontare il problema alla fonte. Abbiamo fatto molte campagne di sensibilizzazione e informazione nelle città e nei villaggi situati in prossimità dei fiumi. Abbiamo anche creato un marchio di qualità ecologica per le spiagge e i comuni più rispettosi. Infine, cerchiamo di cambiare il modo di pensare, di cambiare questa abitudine di gettare tutto in giro grazie al nostro progetto del cittadino azzurro. Cercheremo di cambiare gli atteggiamenti con messaggi trasmessi attraverso le scuole e i media. Il Cittadino Blu è il cittadino del pianeta.



sintesi dell'intervista realizzata da Yann Chavance


9.8.14

Incontro con il CNRS libanese





Per l’équipe scientifica di Tara ogni nuova tappa è un'opportunità di scambio di esperienze con i propri omologhi locali. Così è stato a Beirut dove abbiamo incontrato i rappresentanti del CNRS libanese: un'occasione per condividere le nostre conoscenze e mettere in comune i nostri sforzi tesi a preservare il Mare Nostrum.


Dopo una tavola rotonda sull’inquinamento marino in presenza delle ONG e dei rappresentati politici libanesi o scientifici locali, i nostri incontri a Beirut sono proseguiti con un incontro di diverse ore nella sede del Consiglio Nazionale per la Ricerca Scientifica (CNRS) libanese, una struttura di ricerca che ha festeggiato da poco i suoi 50 anni di esistenza. Il team scientifico di Tara, insieme al segretario generale di Tara Expéditions Romain Troublé, ha potuto incontrare una decina di ricercatori del Centro Nazionale di Scienze Marine, uno dei quattro rami del CNRS libanese.

"Desideravamo avere uno scambio costruttivo tra i nostri scienziati e l'equipaggio di Tara, sia per presentare i nostri rispettivi lavori sia per individuare possibili forme di collaborazione future", ha spiegato il direttore del centro Gaby Khalaf.

L'incontro ha avuto inizio con una presentazione della ricerca condotta dalla struttura libanese, in particolare il lavoro dei dottorandi, condotto in parte anche in Francia presso l'Università di Perpignan e all’Osservatorio oceanologico di Villefranche-sur-Mer.

I ricercatori libanesi hanno potuto vedere i primi risultati dei campioni prelevati nelle acque libanesi nel 2009, all'inizio della spedizione Tara Oceans.

È stata anche un’occasione per discutere insieme di molti altri temi, dalle tecniche impiegate per il campionamento del plancton alla presenza di specie marine invasive in Libano; e un’opportunità per esplorare nuove vie di cooperazione tra i due team.



Sintesi dell'articolo di Yann Chavance 

6.8.14

E se Tara fosse...

Un piccolo esercizio di immaginazione di Yann Chavance





… un animale?

sarebbe senza dubbio una balena. "La balena". Un soprannome che la barca a vela porta con sé da 25 anni (prima si chiamava Antarctica) per via della mole massiccia, dei fianchi arrotondati, del colore grigio dello scafo intaccato dagli urti... E, come il cetaceo, se a terra la goletta sembra goffa e panciuta sul bacino di carenaggio, in mare aperto dà prova di un’eleganza maestosa quando lotta contro gli elementi. Uno dei motivi per cui i Giona che sognano  di essere inghiottiti da Tara sono così numerosi.


… un colore?

Da  dieci anni, il nome di Tara si scrive con lettere di colore arancione, come una firma. Arancione è  il muso della goletta in contrasto con il grigio dello scafo. Arancioni sono anche le estremità dei suoi due alberi, spesso la prima cosa che si vede della barca quando la si cerca in un nuovo porto. Che  Tara sia ormeggiata ai tropici o sulla neve, sono queste due macchie di colore gli unici punti in comune a tutti i paesaggi attraversati dalla goletta.


… una squadra?

agnès b. e il figlio Etienne Bourgois sono gli iniziatori del progetto Tara Expéditions. Anche se ora navigano molto di rado su Tara preferendo lasciare il posto a scienziati, marinai e artisti in residenza, lo spirito che essi sono stati in grado di infondere sulla goletta aleggia permanentemente a bordo. Qualunque sia l'equipaggio, a bordo si respira davvero una particolare aria, l’“atmosfera di Tara” , una sapiente miscela di scienza, arte e gusto per l'avventura.


… un film?

"Via col vento". In questo film, Tara non è una barca, ma il nome di una casa, la casa dove sempre, irresistibilmente, si torna. Un nome dato già diversi decenni fa dal padre di agnès b., Ado Rroublé, alla sua prima piccola barca. La goletta scientifica sarà la quinta Tara di nome, portando avanti così la tradizione di famiglia. Una barca su cui si torna sempre, irresistibilmente...


… un suono?

Fastidioso per alcuni, lenitivo per altri, tutti quelli che hanno trascorso alcuni giorni in mare a bordo di Tara conoscono quel suono, quello della pompa idraulica del timone. Una volta spiegate le vele, quando i motori vengono spenti e si pensa di potersi finalmente godere il silenzio e il rumore delle onde, ecco che ci si rende conto di quest’ultimo piccolo rumore meccanico che persiste, un ronzio regolare che scandisce ogni onda come il  respiro di una barca a vela.


… una qualità?

La passione. Sicuramente è il principale elemento che accomuna le centinaia di persone che hanno già navigato a bordo di Tara, indipendentemente dall’età, la provenienza, le origini, le diverse nazionalità. Per  chiunque venga a bordo  – marinaio, scienziato, giornalista o artista - , il soggiorno su Tara non è mai "solo un lavoro", ma un’esperienza da assaporare. Il lavoro, infatti, è sempre svolto con passione, da persone appassionate.


… un paese?

Rispondere "la Francia" sarebbe troppo semplice. Certamente la maggior parte dell'equipaggio è francese. E in effetti il porto di origine di Tara è Lorient, in Bretagna. Ma nel corso degli ultimi dieci anni, la goletta ha attraversato più di 40 paesi e ospitato sul ponte altrettante nazionalità. In mare, poi, i confini diventano ancora più astratti: Tara  appartiene soprattutto all’Oceano, un mondo senza colori o bandiere nazionali.


... solo una barca?

Tara è un po’ tutto questo. Suoni, colori, un’atmosfera... Un progetto poliedrico, risultati scientifici di portata internazionale, un’avventura marittima, una storia umana guidata da persone appassionate, un sogno folle che dura da dieci anni. Per chi la conosce, Tara è sicuramente molto più che una barca.


24.7.14

Tara attraversa il canale di Corinto


Mercoledì 23 luglio 2014 Tara ha passato il leggendario canale di Corinto che separa il Peloponneso dal resto della Grecia, una scorciatoia che ci permette di raggiungere le Cicladi evitando il periplo del Peloponneso. Il canale artificiale, lungo circa sei chilometri e largo solo una ventina di metri, è sormontato da imponenti pareti rocciose.



©F. Aurat/Tara Expéditions.




©F. Aurat/Tara Expéditions.



23.7.14

Seguite Tara su Instagram

Ogni giorno pubblichiamo una foto su instagram scattata da uno degli artisti che convive con l'equipaggio a bordo della goletta.


Foto di Spencer Lowell a Cala Gonone (Italia)


22.7.14

Incontri magici a Zante...

Photos: ©Y.Chavance/TaraExpeditions

L'equipaggio di Tara ha avvistato oggi un esemplare di tartaruga comune (Caretta caretta Linnaeus, 1758), la tartaruga marina più comune del Mar Mediterraneo, nel Parco Nazionale Marino di Zante.

21.7.14

Diretti a Zante...


Tara farà tappa nel Parco Nazionale Marino di Zante in Grecia ‪per un giorno!

Dopo aver lasciato la costa ‪albanese, Tara navigherà per tutta la settimana nelle acque greche.

In base al programma‪ di navigazione, la goletta dovrebbe passare il famoso canale di Corinto il 23 luglio!
 
Photo: © S.Lowell. Tara Expeditions


19.7.14

Oceani di plastica


Da più di cinquant’anni la plastica ha invaso la nostra quotidianità, e anche i nostri oceani, convertendosi nel maggior fattore inquinante marino. Così il mondo del silenzio, tanto caro a Cousteau, diventa a poco a poco il mondo della plastica... 


© La piastra di Petri viene collocata sopra una placca luminiscente
per fare l'inventario delle microplastiche


Per gli industriali, la plastica è una benedizione. Un piccolo costo di produzione, ma soprattutto un insieme di proprietà ideali: solida, leggera, resistente alla corrosione e a molti prodotti chimici. Con l'aggiunta di vari additivi, ad esempio un ignifugo, le sue possibilità sono pressoché infinite. Non c'è da stupirsi se la produzione di materie plastiche non ha smesso di aumentare negli ultimi decenni, fatta eccezione per un breve calo verso la fine del 2000. Dopo una produzione limitata a metà del XX secolo, attualmente l’industria produce circa 300 milioni di tonnellate di plastica ogni anno, utilizzata in quasi tutti i settori, compresa l’edilizia, il settore automobilistico e l’elettronica, e soprattutto, che rappresenta quasi la metà delle materie plastiche, gli imballaggi, destinata dunque a un utilizzo effimero.

Negli imballaggi, solo l'utilizzo è effimero. 
La plastica, grazie alle sue formidabili proprietà di resistenza, è fatta per durare decine, a volte centinaia di anni. Quando questa plastica non è soggetta a una raccolta differenziata e a un riciclo consapevole (riciclo che oggi riguarda il 20% della plastica in Francia), finisce inevitabilmente in natura, per l’esattezza in mare. Ogni anno, tra i 10 e i 20 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni genere vengono scaricati negli oceani, in larga maggioranza materie plastiche. In superficie, queste ultime rappresentano anche la quasi totalità degli oggetti galleggianti. Se alcuni rifiuti provengono dalle attività marittime, in media, il 70-80% dei rifiuti marini è arrivato via terra, trasportato soprattutto da fiumi e torrenti.

Una volta in mare, la maggior parte dei rifiuti di plastica galleggia sulla superficie. 
Trascinati per grandi distanze dalle correnti oceaniche, galleggiano nelle aree più remote del pianeta. Se alcuni rifiuti finiscono sulla costa, altri vengono catturati in spirali oceaniche, enormi vortici di diverse migliaia di chilometri. È in una di queste spirali, quella nel Pacifico settentrionale, che l'oceanografo Charles Moore mise in evidenza negli anni ‘90 quello che chiamò "il continente di plastica". L’espressione, pur essendo forte, rappresenta ben poco la realtà. Lungi dall'essere un'isola di spazzatura che emerge dall'oceano, si tratta piuttosto di una forte concentrazione di detriti galleggianti: alcuni grossi rifiuti, le cosiddette "macroplastiche", bottiglie d'acqua, sacchetti di plastica e altri imballaggi, ma soprattutto piccole particelle di meno di cinque millimetri dette “microplastiche”. Queste spirali formano una vera e propria zuppa di piccoli detriti di plastica, provenienti dal lento degrado delle macroplastiche.

Le microplastiche non si trovano solo nelle spirali oceaniche, ma ovunque sul pianeta. Il Mediterraneo, mare quasi chiuso, soffre della più alta densità di microplastica nel mondo: 115.000 particelle per chilometro quadrato. Argomento a lungo ignorato dalla comunità scientifica, è solo negli ultimi anni che gli studi si sono interessati a questa forma di plastica molto meno visibile rispetto ai grandi oggetti galleggianti. L’ampiezza del fenomeno, la sua distribuzione e soprattutto i suoi potenziali impatti sull'ambiente, sono quindi ancora ignoti. Mentre resta ancora molto da fare, Tara spera di dare il proprio contributo nei sei mesi di spedizione nel Mediterraneo e di raccogliere il massimo di informazioni possibili su queste microplastiche e le loro interazioni con l'ecosistema planctonico.


Traduzione di Paola Buoso dell'articolo di Yann Chavance

15.7.14

Prima visita per Tara a Vlora in Albania - dal 15 al 19 luglio

© Aloys Le Claquin, capitano in seconda, sul muso di Tara. 


Tara farà tappa in questa città portuale sul Mare Adriatico, una delle più antiche del paese, situata a 100 chilometri a sud di Tirana. Anche se Tara ha già solcato il Mediterraneo, questa è la prima volta che la goletta visita l'Albania.

Questa tappa, preparata in stretta collaborazione con l'Ambasciata di Francia a Tirana, sarà l'occasione per continuare a sensibilizzare e informare il pubblico sulle tematiche ambientali che alimentano l'impegno di Tara da 10 anni, e in particolare durante la spedizione Tara Mediterraneo.

Nel programma di questi quattro giorni sono previsti conferenze, mostre, visite della goletta e proiezioni di film.

La mostra "Il Nostro Pianeta Oceano" sarà visibile dal 16 al 18 luglio presso il centro di informazione europeo di Vlora. Questa mostra è l'occasione per capire che l'oceano è la culla della vita e copre tre quarti del nostro pianeta blu.

Il 16 luglio, dopo una visita dell'isola di Sazan le autorità albanesi saliranno a bordo di Tara per firmare l'accordo tra il conservatorio del litorale francese e la nuova agenzia nazionale del litorale albanese. L'isola è attualmente sotto l'amministrazione dell'esercito albanese e l'accesso è strettamente regolamentato. L'accordo siglato tra la Francia e l'Albania è un passo necessario per modificare lo statuto dell'isola e renderla una zona marina protetta.

Il 17 luglio gli scienziati dalla capitale Tirana e dell’Università di Vlora si incontreranno a bordo di Tara. Il seminario si terrà in mattinata presso l'università. Gli scienziati albanesi e francesi, Sajmir Beqiraj e François Galgani faranno un inventario del Mediterraneo e delle prospettive per la protezione di questo spazio comune. Studenti e ricercatori saranno poi presenti per il pranzo a bordo e per visitare Tara.

E finalmente il 18 luglio sarà una giornata dedicata all’aspetto pedagogico della spedizione. Sulla  goletta saliranno a bordo tre orfanotrofi per bambini nella regione per visitare la mostra "Il Nostro Pianeta Oceano".

12.7.14

Breve tappa a Ustica


© Y.Chavance/Tara Expéditions




Durante la traversata dalla Sardegna all’Albania, Tara ha incrociato la rotta di Ustica, una piccola un’isola a nord della Sicilia. Un’occasione per il nuovo equipaggio di incontrare i responsabili della prima Area Marina Protetta d’Italia.




Nuova partenza, nuovo equipaggio. Come in un rituale, immutabile a ogni tappa. Lasciata Cala Gonone, in Sardegna, Tara ha fatto il pieno di nuovi passeggeri: ora siamo quindici a bordo. Spencer Lowell, il fotografo americano dagli innumerevoli tatuaggi, ha lasciato posto a due artisti francesi: Carly Steinbrunn, anche lei adepta alla fotografia argentica, e Lorraine Féline, che realizzerà un film a bordo. Sul versante scientifico, Stéphanie Petit cede il suo posto ad Amanda Elineau, che lavora presso il laboratorio oceanografico di Villefranche-sur-Mer, e insieme a François Galgani, oceanografo all’IFREMER specializzato sugli effetti dell’inquinamento in mare, completano l’equipaggio scientifico fino alla nostra prossima tappa in Albania. Infine due membri dell’équipe a terra di Tara: Virgile Pesey, incaricato dei nuovi partenariati, e Xavier Bougeard, che si occupa delle attività didattiche. Quest’ultimo, che nello specifico gestisce il sito Tara Junior, potrà contare sullo sguardo infantile di sua figlia Cyanne, undici anni, venuta a scoprire insieme a lui per la prima volta la goletta.

Con la barca al completo navighiamo in un mare piuttosto grosso che mette a dura prova lo stomaco dei nuovi arrivati. Questa prima breve pausa sulla piccola isola di Ustica arriva giusto in tempo. Il fatto che si trovi sulla nostra rotta non è il solo motivo che spiega la nostra venuta. Ustica ha visto nascere nel 1986 la prima Area Marina Protetta (AMP) d’Italia su una superficie di 16.000 ettari attorno a una piccolissima formazione rocciosa nel mar tirreno. Due responsabili dell’AMP locale vengono a farci visita a bordo, il tempo di fare colazione e scambiare qualche parola sulla protezione locale dell’ambiente. A margine dei prelievi di microplastica effettuati a bordo, il filo rosso della nostra spedizione si tesse attorno a questi incontri con le strutture locali che contribuiscono al mantenimento quotidiano del Mediterraneo. Ci auguriamo che tali incontri possano aiutarci ad avere una visione globale del modo in cui il Mare Nostrum viene protetto a livello locale.

11.7.14

Tappa sarda



Dopo aver lasciato Antibes, sabato 5 luglio Tara è approdata a Cala Gonone, in Sardegna. Una tappa di qualche giorno in onore al plancton e alla spedizione Tara Oceans (2009-2013). 


Nonostante i molti cambiamenti attuati per adattare il programma e soprattutto i prelievi di plastica alle condizioni meteo, siamo arrivati in tempo nella cittadina sarda. Un piccolo villaggio di meno di duemila anime, arroccato su una costa rocciosa e frastagliata con numerose grotte che si aprono su acque turchesi. Anche se tutti a bordo erano impazienti di mettere piede a terra o la testa sott’acqua, non è stata una sosta rilassante.

Appena arrivati, parte dell’equipaggio si è diretto in città per una conferenza stampa per poi tornare insieme a una quindicina di giornalisti venuti per visitare la goletta. Il gommone continua il suo andirivieni scaricando sul ponte i nuovi arrivati carichi di valigie e portando a riva gli altri, giunti al termine del loro viaggio. Tutto questo si svolge, come sempre, nel cuore di un fitto calendario.

Domenica è in programma una conferenza in italiano sul plancton e le spedizioni di Tara, un workshop sulla ricerca scientifica condotta nella regione – con particolare riguardo all'istituzione di una stazione biologica e di un'area marina protetta – e un ricevimento presso l'Acquario di Cala Gonone, partner di questa spedizione nel Mediterraneo.

A margine di questo programma, si svolgerà un importante seminario per Oceanomics, il titanico progetto che gestirà e impiegherà i dati e i campioni raccolti durante le spedizioni Tara Oceans e Tara Oceans Polar Circle. I ricercatori coinvolti in questo progetto si riuniranno qui per cinque giorni e si incontreranno a Cala Gonone per discutere i risultati iniziali.

Lunedi e Martedì, gli scienziati di Oceanomics concluderanno il seminario con due giorni di campionamenti al largo della Sardegna, un'opportunità per elaborare alcuni protocolli di campionamento e capire meglio da dove provengono i dati che si stanno analizzando da più di un anno. Termina così questa soleggiata tappa in mare, prima di partire mercoledì alla volta dell'Albania, con una breve sosta nella piccola isola di Ustica.

21.6.14

Tara a Monaco




Il 20 giugno, durante la sosta di Tara nel Principato di Monaco, il presidente di Tara Expéditions Etienne Bourgois, il segretario generale Romain Troublé e l'equipaggio della goletta hanno avuto l'onore di accogliere Sua Altezza Serenissima il Principe Alberto II di Monaco.

La Fondazione Alberto II, che sostiene Tara dal 2006, è uno dei principali partner della spedizione Tara Mediterraneo.

Il 20 giugno è stato anche il giorno dell'inaugurazione del nuovo Yacht Club di Monaco (YCM) a cui ha partecipato tutto l’equipaggio di Tara.

19.6.14

Tappa a Cala Gonone, Sardegna: programma dal 5 al 9 luglio 2014



La missione scientifica TARA Méditerannée comprende una sosta a Cala Gonone dal 5 al 9 luglio 2014. Sensibilizzazione sui problemi del Mediterraneo, inquinamento da materie plastiche, biodiversità, sono solo alcuni degli scopi di questa missione.
Tutti sono invitati agli eventi pubblici che si terranno al Cinema Teatro, alla mostra scientifico-artistica all’Acquario di Cala Gonone e alla visita a bordo di Tara.
Una collaborazione tra Tara Méditerannée®, Acquario di Cala Gonone e Station Biologique de Roscoff (Francia), sotto il patrocinio del Comune di Dorgali.



Programma

Sabato 5
Ore 12 circa, arrivo di Tara a Cala Gonone
Ore 15 al Cinema teatro: Incontro con la stampa seguito da visita a bordo in rada riservato ai giornalisti

Domenica 6
Ore 9:30 al Cinema teatro: Simposio Tara e il Mediterraneo
Saluto delle Autorità. A seguire Il Plancton e Tara
Dott. Johan Decelle (Station Biologique de Roscoff) Il plancton
Dott. Daniele Iudicone (Stazione Biologica A. Dorn di Napoli) La spedizione Tara Oceans
Ore 11:00-13:00 al Cinema teatro: Il Mediterraneo - un mare a rischio
Dott. Giuseppe Bianco (ARPAS) Le attività dell’ARPAS nel monitoraggio e nello studio del clima della Sardegna
Dott. Daniele Iudicone Gli ecosistemi del Mediterraneo nel contesto dei cambiamenti climatici
Dott. Andrea Rotta (UNI Sassari) SardegnaNordCetacei: dinamiche e stato di salute dei cetacei nel nord Sardegna
Ore 18 al Cinema teatro: Presentazione della Collana della biodiversità del fotografo subacqueo Egidio Trainito
Ore 19 all’Acquario di Cala Gonone: Inaugurazione della mostra Il plancton e le “metamorfosi” di Antonio Secci

Lunedì 7
Dalle 18:30 al Porto: visita a bordo di Tara per le Autorità e per il pubblico

Martedì 8
Ore 21:00 al Cinema teatro: Proiezione di un film su Tara e visione del plancton raccolto nel Golfo
Mercoledì 9 ore: 9:00 Tara salpa le ancore per fare rotta su Durrës (Albania)

Si raccomanda la massima puntualità

Infoline: 0784 92 00 52
Comitato organizzatore: dott. Johan Decelle, dott. Colomban de Vargas, dott. Ernesto E. Di Iorio, dott. Flavio Gagliardi

14.6.14

Nella baia di Villefranche-sur-mer


N.Pansiot/Tara Expéditions


Alle 7:30 di stamattina, Tara è salpata in direzione della baia di Villefranche-sur-Mer, a soli 2 km in linea d'aria da Nizza. Al suo arrivo in porto, l'equipaggio ha manovrato i 36 metri della goletta alla perfezione per eseguire l’attracco. Ad attenderci erano in molti: sono venuti gli scienziati dell'Osservatorio oceanologico, a caricare gli ultimi strumenti necessari alla spedizione, e gli alunni delle scuole che hanno trascorso mezza giornata in nostra compagnia. Nel pomeriggio ci faranno visita a bordo i rappresentanti del Consiglio Generale delle Alpi Marittime. Anche Gaby Gorsky, Direttore dell'Osservatorio di Villefranche-sur-mer e Direttore scientifico della spedizione Tara Mediterraneo, era presente. Prima di andare nella bella cittadina di Saint-Elme dove è atteso per presentare la spedizione a una conferenza, Gaby ha gentilmente accettato di dirci qualche parola su questa tappa.




Qual è il programma della giornata?


In primo luogo, è un giorno di festa perché gli scolari saliranno a bordo di Tara e verranno informati della ricerca di alto livello che conduciamo a bordo di questa magnifica barca. Inoltre, oggi partecipiamo alla riunione annuale del Piano Clima-Energia avviato dal Consiglio Generale delle Alpi Marittime. Tutti i rappresentanti dei poteri pubblici saranno presenti. È pertanto una giornata di sensibilizzazione molto importante, rivolta a bambini, adulti, responsabili politici e, mi auguro, in presenza di finanziatori futuri.



Quali strumenti avete imbarcato qui?


Continuiamo a preparare la missione, avevamo già a bordo strumenti e apparecchiature come la rete manta. Adesso è ora di riorganizzare il laboratorio umido e quello secco. Implementeremo diversi sistemi di filtrazione. Il 21 giugno Tara parteciperà all’Ocean Sampling Day, una giornata per campionare gli oceani che quest'anno sifocalizza sulla genomica. Per questo motivo abbiamo portato dei sistemi di filtrazione e trattamento dei campioni. Raccoglieremo e filtreremo i campioni a bordo così come il contenuto della tasca di raccolta della rete manta. Stiamo installando un sistema completo costituito da pompe che portano il liquido ai filtri che poi recupereremo e conserveremo in azoto liquido o in un frigo.



Quali sono i punti salienti della sua presentazione alla conferenza del Piano Clima-Energia?

Quest'anno abbiamo la possibilità di studiare la microplastica presente nel Mediterraneo in modo esaustivo, durante 7 mesi. Queste microplastiche sono molto importanti per diverse ragioni. In primo luogo, perché inquinano l'ambiente: si tratta di un substrato che non esiste in mare, poiché tutti i prodotti petrolchimici sono di origine umana. Poi, questa plastica è in grado di trasmettere organismi invasivi che possono invadere ambienti remoti. Le microplastiche possono contenere agenti patogeni e sostanze chimiche nocive. Quindi dobbiamo identificarle, studiare la loro composizione chimica, e capire come vengono colonizzate. Infine, dobbiamo fare pressione sui poteri pubblici affinché cambino le loro politiche ambientali sulla plastica. Ecco perché questa giornata di sensibilizzazione penso sia importante.




Intervista di Noélie Pansiot

12.6.14

Le barchette di San Pietro sulla scia di Tara


In questa stagione le velella velella sono numerosissime
e formano dei veri e propri campi sulla superifice del mare




La prima serie di prelievi effettuata da Tara è stata caratterizzata dalla presenza di strani organismi simili a meduse fluttuanti.

Più volte la rete manta usata per il campionamento della microplastica è risalita con la tasca di raccolta piena di velella velella, piccoli organismi gelatinosi di colore blu.


Quasi ogni anno, nello stesso periodo, in mare si vedono banchi di velella velella che vanno alla deriva trasportate da venti e correnti marine, e finiscono talvolta per arenarsi a riva. In primavera e durante il solstizio d'estate le barchette di San Pietro sono particolarmente numerose. E anche quest’anno non mancheranno all’appuntamento in molte nostre spiagge. È già stata segnalata la loro presenza in varie zone. 

Parente prossimo di meduse, coralli e gorgonie, la velella velella appartiene alla famiglia dei cnidari, invertebrati urticanti. Ha tentacoli corti e velenosi, inoffensivi per l’uomo, ma efficaci per catturare i piccoli organismi planctonici che compongono la sua dieta. Misura 3-4 cm, e ha una forma originale: la parte emersa, e quindi visibile, del corpo è costituita da un disco cartilagineo e da una cresta triangolare verticale che funge da vela. Questo insolito animale potrebbe far parte del cast del famoso film Avatar, diretto da James Cameron.

Jean-Louis Jamet, responsabile scientifico delle tappe Tolone-Nizza a bordo di Tara, ci ha spiegato che la velella velella può essere considerata un superorganismo. Si compone di diversi organismi chiamati zoidi, che hanno funzioni diverse: il gastrozoide, per la nutrizione, e gli gonozoidi, per la riproduzione. "Situati nella parte sommersa dell'animale, questi polipi specializzati cooperano e agiscono insieme. Il gastrozoide cacciatore e mangiatore fa arrivare il risultato della digestione ai gonozoidi attraverso piccoli canali. "Ci sono zoidi deputati anche alla protezione dell'organismo."

Fabien Lombard, docente di Biologia Marina presso il laboratorio oceanografico di Villefranche-sur-mer ed esperto di meduse, ci ha svelato alcuni segreti delle barchette di San Pietro: "Se le si guarda da vicino, si vede che metà della colonia ha la cresta verticale che sembra una vela rivolta verso destra e l’altra verso sinistra. Questa strategia consente ad alcune di loro di non farsi trascinare a riva dal vento. L’inclinazione a 45° funziona proprio come la vela di una barca. Se vogliono sopravvivere devono rimanere in mare a tutti i costi. "

Un'altra caratteristica di rilievo è il fatto che esse godono di un ciclo vitale doppio. In altre parole, sono asessuate. I gonozoidi effettuano una sorta di riproduzione per talea producendo minuscole meduse di appena un millimetro. La riproduzione sessuale appartiene a queste mini meduse, che hanno una vita molto breve. Veri e propri cloni, sono dotate di gameti maschili e femminili necessari alla propagazione della specie. Una volta rilasciati, i gameti si incontrano in mare per unirsi e dar vita a larve microscopiche, e quindi a una nuova colonia galleggiante. Incapaci di muoversi da sole, le barchette di San Pietro appartengono al plancton: si lasciano trasportare dalle correnti e dai venti.

D’ora in poi i Taranauti non vedranno più le velella velella come "strani organismi fluttuanti simili a meduse", ma come un superorganismo che ospita una associazione interdipendente di diversi zoidi, tutti tesi verso lo stesso obiettivo: la sopravvivenza.




8.6.14

Giornata Mondiale degli Oceani



Messa in acqua della rete manta
F.Aurat/Tara Expéditions

Oggi, 8 giugno, è la Giornata Mondiale degli Oceani!

Continuano  i prelievi di campioni di plastica nel Mediterraneo a bordo di Tara, che si trova tra Nizza e Imperia.

La goletta si fermerà a Nizza dal 10 al 16 giugno.

3.6.14

Pelagos: un santuario marino internazionale dedicato alla protezione dei cetacei

A colloquio con Alain Barcelo, responsabile del servizio scientifico del Parco Nazionale di Port Cros che si occupa della parte francese del santuario.


Cartina del Santuario Pelagos 




Ogni avvistamento di mammiferi marini nei dintorni della goletta è una corsa sul ponte per osservare e vivere ogni singolo istante di questi momenti unici. Abbiamo incrociato un delfino di risso tra Oran e le Baleari, e più di recente un gruppo di tursiopi nella baia di Portcros.

Quest'anno attraverseremo il Santuario Pelagos più volte, uno spazio marino internazionale destinato alla protezione dei cetacei, una zona di 87.500 km2 dove vivono principalmente 8 specie di mammiferi marini.

Alain Barcelo ci spiega l'importanza dell'accordo Pelagos.


Dove si trova il Santuario?


Pelagos è un grande triangolo che parte dalla Sardegna, risale contemporaneamente verso Hyères e l’Italia, e comprende la zona marina attorno alla Corsica. È un'immensa Area Marina Protetta dedicata ai mammiferi marini  del Mediterraneo.

In vigore dal 2002, l’Accordo Pelagos è stato firmato da Francia, Marocco e Italia nel novembre 1999. Mira a preservare i cetacei e a rendere compatibile la loro presenza con l'insieme di attività umane che qui hanno luogo.

Otto specie sono regolarmente presenti: la balenottera comune, il capodoglio o fisetere, lo stenella striata, il tursiope o delfino dal naso a bottiglia, il grampo o delfino di Risso, il globicefalo, il delfino comune e infine lo zifio. Altre ancora come le megattere lo attraversano occasionalmente. Le cifre variano a seconda della stagione.


Quali sono le principali minacce che gravano su questi animali?

Le principali minacce sono costituite da certe attività umane come il traffico marittimo che è causa di collisioni tra le imbarcazioni e i grandi mammiferi quali la balenottera comune o il capodoglio. Anche la navigazione da diporto è fonte di disturbo.


Sul sito del Santuario, tra le minacce, è presente anche l’inquinamento chimico? Cosa ci può dire della plastica?

Gli studi in corso mostrano che gli agenti inquinanti si fissano alla plastica e a seguito dell'ingestione risalgono lungo la catena alimentare. La panoplia di prodotti chimici noti si ritrova alla fine della catena nei mammiferi marini a tassi di concentrazione molto elevati. Le macro plastiche, oltre a dare fastidio e deturpare il paesaggio, si degradano e diventano micro plastiche. E poi c'è li ritroviamo lungo tutta la catena alimentare.


Quali misure ha adottato il Santuario?


Ci serviamo di strumenti di comunicazione e sensibilizzazione. Sul nostro sito internet è possibile accedere alla pagina « Devenez ambassadeurs » (Diventa ambasciatore). I visitatori vi troveranno il codice di buona condotta a cui attenersi e da divulgare.

Disponiamo anche di uno strumento informatico per l’utenza commerciale, il sistema REPCET, un dispositivo che consente alle imbarcazioni di sapere in tempo reale la posizione dei mammiferi marini e di segnalarla alle altre navi.

Da un paio di anni abbiamo stipulato partenariati con i comuni rivieraschi che in tal modo si impegnano a contribuire alla conservazione dei mammiferi marini e a sensibilizzare il grande pubblico.
Altre misure riguardano gli operatori di whale-watching, il traffico marittimo, le attività di difesa o ancora la pesca professionale.



Sintesi dell'articolo di Noëlie Pansiot

2.6.14

Il mondo segreto del plancton


Poster della mostra realizzata dall'Ecole Nationale Superieure des Arts Décoratifs



Esposizione "Il mondo segreto del plancton"
L’École des Arts Déco incontra Tara e le sue missioni scientifiche
Dal 2 al 26 giugno 2014
Base Tara*, 11 boulevard Bourdon 75004 Parigi
Da lunedì a sabato dalle 10:00 alle 18:00.
Ingresso libero.


*
Base Tara è il nuovo spazio di Tara Expeditions, un'area di 400 metri quadrati che accoglierà mostre gratuite, visite guidate e conferenze al Port de l'Arsenal à la Bastille, 11 boulevard Bourdon, nel 4° arrondissement di Parigi.



EnsAD Laurence Sudre



EnsAD Laurence Sudre
EnsAD Laurence Sudre
  

31.5.14

Giornata mondiale senza tabacco: 400 mozziconi di sigaretta raccolti in spiaggia dai Taranauti



Da sinistra a destra: F.Aurat, P.Dufay, Carole, N.Pansiot, J-L Jamet e B. Van Hoorebeke.



Sabato 31 maggio, attrezzati con guanti e sacchetti, i membri dell'equipaggio di Tara, in risposta all'appello di Surfrider Foundation Europe, hanno percorso le spiagge di Charmettes e di Cros à Six-Fours (Var) per procedere alla raccolta dei rifiuti, nell'ambito del progetto" Initiative Océane". Nei 20kg di detriti raccolti, la plastica era presente in tutte le sue forme, ma è stata la presenza dei mozziconi di sigaretta a occupare per ben due ore i Taranauti che hanno così partecipato, a modo loro, alla giornata mondiale senza tabacco.

30.5.14

L'isola di Embiez

Siamo sull'isola di  Embiez fino al 2 giugno.



F.Aurat/Tara Expéditions/AUEV 
N.Pansiot/Tara Expéditions

28.5.14

“Siamo nella fase di messa a punto dei protocolli”



Quasi 1000 persone hanno visitato Tara nel finesettimana.
N.Pansiot/Tara Expéditions


Da una settimana c’è molto fermento a bordo: il telefono del capitano non smette di suonare, l’equipaggio è in attesa di consegne, i gruppi di visitatori si alternano sul ponte durante questa tappa a Tolone… Nello studio situato nella stiva posteriore, feudo del capomeccanico Martin Hertau, si effettuano controlli ai dritti di poppa. Paul Duffay, eccellente stagista elettronico, ottimizza il cablaggio del quadro elettrico. Bisogna dunque procedere agli ultimi acquisti e trovare i pezzi necessari per le piccole riparazioni. Tocca all'ufficiale di ponte François Aurat stilare la lista della spesa: camera d’aria per l’impianto idroforo, tubature per il laboratorio secco, pinza amperometrica, lightstick… tutti i membri dell’equipaggio si attivano per preparare la barca e non lasciare nulla al caso.
Il capitano Samuel Adrain ha risposto ad alcune nostre domande su questa tappa.


Tara è a Tolone da una settimana. L’equipaggio ha accolto a bordo quasi 1000 visitatori in solo tre giorni. Fuori dalle ore di visita, cosa succede a bordo?

Sono arrivato da poco e ce la stiamo mettendo tutta per terminare i preparativi della barca. Siamo ancora vicini al raggio di azione dei fornitori francesi che conosciamo e per noi è più facile ordinare pezzi. […] Facciamo il possibile per partire con tutto il materiale necessario. C’è sempre qualcosa da controllare, ai motori, fa parte della nostra quotidianità.


Quali scienziati sono arrivati a bordo?

Hervé le Goff, ingegnere del CNRS, che si occupa di rifornire il laboratorio secco per questa missione. Jean-Louis Jamet, coordinatore scientifico durante questa tappa e professore dell'Universita di Tolone, si è imbarcato da poco. Gaby Gorsky, direttore scientifico del progetto TaraMedPlastic, che ha pensato fin dall’inizio tutto il programma scientifico. Discutiamo insieme dei vari protocolli relativi alla raccolta di dati e campioni.


27.5.14

Spedizione Tara Mediterraneo - Da maggio a novembre 2014






DOPO OLTRE QUATTRO ANNI DI NAVIGAZIONE INTORNO AL MONDO E NELL’ARTICO, TARA È IN MISSIONE NEL MEDITERRANEO FINO A NOVEMBRE 2014, CON DUE OBIETTIVI: CONDURRE UNO STUDIO SCIENTIFICO SULL’INQUINAMENTO DA PLASTICHE E PROMUOVERE UNA PRESA DI COSCIENZA SUI CAMBIAMENTI AMBIENTALI NELL’AREA MEDITERRANEA.


450 milioni di persone vivono nelle zone costiere del Mediterraneo ripartite in 22 paesi rivieraschi. Per le sue caratteristiche geografiche e climatiche, il Mediterraneo ospita quasi l’8% della biodiversità marina, benché esso rappresenti solo lo 0,8% della superficie degli oceani. Le sue città odierne sono sovraffollate e nel Mediterraneo si concentra il 30% del traffico marittimo mondiale. I problemi legati all’inquinamento proveniente da terra si moltiplicano mettendo sotto pressione l’ecosistema marino, essenziale per le popolazioni della regione e per la vita in generale. Tra gli agenti inquinanti, va annoverata la crescente presenza nel mare di microplastiche. Molto probabilmente esse sono entrate nella catena alimentare e quindi anche nella nostra dieta. È quindi urgente procedere verso soluzioni concrete quali la depurazione delle acque, la gestione dei rifiuti, l’introduzione di plastiche biodegradabili, la promozione del turismo sostenibile e la creazione di Aree Marine Protette – soluzioni raccomandate da decenni dalla Convenzione di Barcellona, dalla convenzione sulla Diversità Biologica dell’ONU e anche dall’Unione Europea.

Per Tara Expeditions questa spedizione, la decima per la goletta dal 2003, è un’opportunità per promuovere una presa di coscienza da parte di associazioni locali e regionali* sui molti problemi ambientali che gravano su questo mare sostanzialmente chiuso.

A bordo di Tara verrà condotto uno studio scientifico sulle plastiche, coordinato dal Laboratoire de Villefranchesur-mer (Université Pierre et Marie Curie e CNRS) e dalla University of Michigan (USA). L’accumulo di rifiuti di plastica in natura è “uno dei cambiamenti recenti più onnipresenti e di lunga durata sulla superficie del nostro pianeta…” , e una delle maggiori preoccupazioni ambientali del nostro tempo. Nonostante ciò, sappiamo troppo poco sul destino di tali plastiche e sul loro ruolo nella dinamica degli ecosistemi per poter prevedere il loro impatto futuro sugli oceani del nostro pianeta e sull’uomo.

Per colmare questa lacuna, gli scienziati a bordo di Tara si impegneranno in una missione interdisciplinare per comprendere meglio l’impatto delle plastiche sull’ecosistema del Mediterraneo. Essi quantificheranno i frammenti di plastica, misurandone anche dimensioni e peso. Inoltre identificheranno i tipi di plastiche trovati in mare (compresi gli inquinanti organici ad esse associati) e studieranno la dinamica e la funzione di comunità microbiche (batteri, protozoi, micro-alghe, molluschi, crostacei) che vivono su di esse – una tematica fino ad oggi praticamente inesplorata nel Mediterraneo.



Maggiori informazioni sul programma scientifico della spedizione Tara Méditerranée:
in francese
in inglese



Una mostra itinerante e dei filmati saranno condivisi col pubblico. Durante le nostre tappe daremo volentieri il benvenuto a bordo a scolaresche. Durante la spedizione artisti saranno presenti a bordo di Tara.


I PARTNER
agnès b., Fondation Prince Albert II de Monaco, Fondation Veolia, Serge Ferrari, IDEC, UNESCO-COI, MedPAN, Surfrider Foundation, Lorient Agglomération, Ministère de l’écologie du développement durable et de l’énergie, IUCN, CNRS, AFP, RFI, France 24, MCD.

I PARTNER SCIENTIFICI

Laboratoire d’Océanographie de Villefranche-sur-mer, CNRS, University of Michigan, University of Maine, NASA, Université Libre de Berlin, Université Pierre et Marie Curie, IFREMER, Observatoire Océanologique de Banuyls, Université Bretagne Sud, Université Toulon Sud, Université Aix Marseille, Université de Corse.

*ASSOCIAZIONI ED ENTI LOCALI E REGIONALI COINVOLTE AD OGGI:

Expedition MED, Mohammed VI Foundation for the Environment, Acquario di Cala Gonone (Sardegna).



SOTTO L’ALTO PATROCINIO DI JANEZ POTOČNIK, MEMBRO DELLA COMMISSIONE EUROPEA (INCARICATO PER LE QUESTIONI AMBIENTALI)


La mappa della spedizione
Le tappe della spedizione
Le sfide ambientali del Mediterraneo: in francese - in inglese

24.5.14

Tara a Tolone.


Siamo a Tolone fino al 28 maggio, con un'esposizione e visite aperte al pubblico.


Tara nel porto di Tolone. Copyright:F.Aurat/Tara Expéditions

Residenze di artisti internazionali a bordo di Tara



L'esposizione "Tara 10 ans 20 regards d'artistes" del 2013
presso la maison di  agnès b. (foto: Dana Sardet)


agnès b. , proprietaria e mecenate di Tara  ma anche gallerista, stilista e collezionista da 30 anni, sostiene gli artisti che si sono alternati a bordo della goletta durante le nostre spedizioni. La loro presenza è fondamentale per sensibilizzare un  pubblico più vasto alle tematiche ambientali.

Ecco i 10 artisti di 4 nazionalità diverse che quest’anno sono stati selezionati per trascorrere un periodo di tempo (da due a tre settimane) a bordo di Tara durante la spedizione Tara Mediterraneo.

- Yoann Lelong (video) dalle isole Embiez a Monaco
- Spencer Lowell (foto e video) da Antibes a Cala Gonone
- Carly Steinbrunn (foto) da Cala Gonone ad Atene
- Lorraine Féline  (video) da Cala Gonone ad Atene
- Emmanuel Régent (disegno e installazioni) da Atene a Tel Aviv
- Christian Revest (pittura e incisioni) da Haifa a Biserta
- Lola Reboud (foto/ video) da Biserta a Marsiglia
- Katia Kameli (video) da Algeri a St Tropez
- Sylvain Couzinet Jacques (foto 3D) da St Tropez a Calvi
- Malik Nejmi (foto / film)   da Genova a Tangeri