24.7.14

Tara attraversa il canale di Corinto


Mercoledì 23 luglio 2014 Tara ha passato il leggendario canale di Corinto che separa il Peloponneso dal resto della Grecia, una scorciatoia che ci permette di raggiungere le Cicladi evitando il periplo del Peloponneso. Il canale artificiale, lungo circa sei chilometri e largo solo una ventina di metri, è sormontato da imponenti pareti rocciose.



©F. Aurat/Tara Expéditions.




©F. Aurat/Tara Expéditions.



23.7.14

Seguite Tara su Instagram

Ogni giorno pubblichiamo una foto su instagram scattata da uno degli artisti che convive con l'equipaggio a bordo della goletta.


Foto di Spencer Lowell a Cala Gonone (Italia)


22.7.14

Incontri magici a Zante...

Photos: ©Y.Chavance/TaraExpeditions

L'equipaggio di Tara ha avvistato oggi un esemplare di tartaruga comune (Caretta caretta Linnaeus, 1758), la tartaruga marina più comune del Mar Mediterraneo, nel Parco Nazionale Marino di Zante.

21.7.14

Diretti a Zante...


Tara farà tappa nel Parco Nazionale Marino di Zante in Grecia ‪per un giorno!

Dopo aver lasciato la costa ‪albanese, Tara navigherà per tutta la settimana nelle acque greche.

In base al programma‪ di navigazione, la goletta dovrebbe passare il famoso canale di Corinto il 23 luglio!
 
Photo: © S.Lowell. Tara Expeditions


19.7.14

Oceani di plastica


Da più di cinquant’anni la plastica ha invaso la nostra quotidianità, e anche i nostri oceani, convertendosi nel maggior fattore inquinante marino. Così il mondo del silenzio, tanto caro a Cousteau, diventa a poco a poco il mondo della plastica... 


© La piastra di Petri viene collocata sopra una placca luminiscente
per fare l'inventario delle microplastiche


Per gli industriali, la plastica è una benedizione. Un piccolo costo di produzione, ma soprattutto un insieme di proprietà ideali: solida, leggera, resistente alla corrosione e a molti prodotti chimici. Con l'aggiunta di vari additivi, ad esempio un ignifugo, le sue possibilità sono pressoché infinite. Non c'è da stupirsi se la produzione di materie plastiche non ha smesso di aumentare negli ultimi decenni, fatta eccezione per un breve calo verso la fine del 2000. Dopo una produzione limitata a metà del XX secolo, attualmente l’industria produce circa 300 milioni di tonnellate di plastica ogni anno, utilizzata in quasi tutti i settori, compresa l’edilizia, il settore automobilistico e l’elettronica, e soprattutto, che rappresenta quasi la metà delle materie plastiche, gli imballaggi, destinata dunque a un utilizzo effimero.

Negli imballaggi, solo l'utilizzo è effimero. 
La plastica, grazie alle sue formidabili proprietà di resistenza, è fatta per durare decine, a volte centinaia di anni. Quando questa plastica non è soggetta a una raccolta differenziata e a un riciclo consapevole (riciclo che oggi riguarda il 20% della plastica in Francia), finisce inevitabilmente in natura, per l’esattezza in mare. Ogni anno, tra i 10 e i 20 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni genere vengono scaricati negli oceani, in larga maggioranza materie plastiche. In superficie, queste ultime rappresentano anche la quasi totalità degli oggetti galleggianti. Se alcuni rifiuti provengono dalle attività marittime, in media, il 70-80% dei rifiuti marini è arrivato via terra, trasportato soprattutto da fiumi e torrenti.

Una volta in mare, la maggior parte dei rifiuti di plastica galleggia sulla superficie. 
Trascinati per grandi distanze dalle correnti oceaniche, galleggiano nelle aree più remote del pianeta. Se alcuni rifiuti finiscono sulla costa, altri vengono catturati in spirali oceaniche, enormi vortici di diverse migliaia di chilometri. È in una di queste spirali, quella nel Pacifico settentrionale, che l'oceanografo Charles Moore mise in evidenza negli anni ‘90 quello che chiamò "il continente di plastica". L’espressione, pur essendo forte, rappresenta ben poco la realtà. Lungi dall'essere un'isola di spazzatura che emerge dall'oceano, si tratta piuttosto di una forte concentrazione di detriti galleggianti: alcuni grossi rifiuti, le cosiddette "macroplastiche", bottiglie d'acqua, sacchetti di plastica e altri imballaggi, ma soprattutto piccole particelle di meno di cinque millimetri dette “microplastiche”. Queste spirali formano una vera e propria zuppa di piccoli detriti di plastica, provenienti dal lento degrado delle macroplastiche.

Le microplastiche non si trovano solo nelle spirali oceaniche, ma ovunque sul pianeta. Il Mediterraneo, mare quasi chiuso, soffre della più alta densità di microplastica nel mondo: 115.000 particelle per chilometro quadrato. Argomento a lungo ignorato dalla comunità scientifica, è solo negli ultimi anni che gli studi si sono interessati a questa forma di plastica molto meno visibile rispetto ai grandi oggetti galleggianti. L’ampiezza del fenomeno, la sua distribuzione e soprattutto i suoi potenziali impatti sull'ambiente, sono quindi ancora ignoti. Mentre resta ancora molto da fare, Tara spera di dare il proprio contributo nei sei mesi di spedizione nel Mediterraneo e di raccogliere il massimo di informazioni possibili su queste microplastiche e le loro interazioni con l'ecosistema planctonico.


Traduzione di Paola Buoso dell'articolo di Yann Chavance

15.7.14

Prima visita per Tara a Vlora in Albania - dal 15 al 19 luglio

© Aloys Le Claquin, capitano in seconda, sul muso di Tara. 


Tara farà tappa in questa città portuale sul Mare Adriatico, una delle più antiche del paese, situata a 100 chilometri a sud di Tirana. Anche se Tara ha già solcato il Mediterraneo, questa è la prima volta che la goletta visita l'Albania.

Questa tappa, preparata in stretta collaborazione con l'Ambasciata di Francia a Tirana, sarà l'occasione per continuare a sensibilizzare e informare il pubblico sulle tematiche ambientali che alimentano l'impegno di Tara da 10 anni, e in particolare durante la spedizione Tara Mediterraneo.

Nel programma di questi quattro giorni sono previsti conferenze, mostre, visite della goletta e proiezioni di film.

La mostra "Il Nostro Pianeta Oceano" sarà visibile dal 16 al 18 luglio presso il centro di informazione europeo di Vlora. Questa mostra è l'occasione per capire che l'oceano è la culla della vita e copre tre quarti del nostro pianeta blu.

Il 16 luglio, dopo una visita dell'isola di Sazan le autorità albanesi saliranno a bordo di Tara per firmare l'accordo tra il conservatorio del litorale francese e la nuova agenzia nazionale del litorale albanese. L'isola è attualmente sotto l'amministrazione dell'esercito albanese e l'accesso è strettamente regolamentato. L'accordo siglato tra la Francia e l'Albania è un passo necessario per modificare lo statuto dell'isola e renderla una zona marina protetta.

Il 17 luglio gli scienziati dalla capitale Tirana e dell’Università di Vlora si incontreranno a bordo di Tara. Il seminario si terrà in mattinata presso l'università. Gli scienziati albanesi e francesi, Sajmir Beqiraj e François Galgani faranno un inventario del Mediterraneo e delle prospettive per la protezione di questo spazio comune. Studenti e ricercatori saranno poi presenti per il pranzo a bordo e per visitare Tara.

E finalmente il 18 luglio sarà una giornata dedicata all’aspetto pedagogico della spedizione. Sulla  goletta saliranno a bordo tre orfanotrofi per bambini nella regione per visitare la mostra "Il Nostro Pianeta Oceano".

12.7.14

Breve tappa a Ustica


© Y.Chavance/Tara Expéditions




Durante la traversata dalla Sardegna all’Albania, Tara ha incrociato la rotta di Ustica, una piccola un’isola a nord della Sicilia. Un’occasione per il nuovo equipaggio di incontrare i responsabili della prima Area Marina Protetta d’Italia.




Nuova partenza, nuovo equipaggio. Come in un rituale, immutabile a ogni tappa. Lasciata Cala Gonone, in Sardegna, Tara ha fatto il pieno di nuovi passeggeri: ora siamo quindici a bordo. Spencer Lowell, il fotografo americano dagli innumerevoli tatuaggi, ha lasciato posto a due artisti francesi: Carly Steinbrunn, anche lei adepta alla fotografia argentica, e Lorraine Féline, che realizzerà un film a bordo. Sul versante scientifico, Stéphanie Petit cede il suo posto ad Amanda Elineau, che lavora presso il laboratorio oceanografico di Villefranche-sur-Mer, e insieme a François Galgani, oceanografo all’IFREMER specializzato sugli effetti dell’inquinamento in mare, completano l’equipaggio scientifico fino alla nostra prossima tappa in Albania. Infine due membri dell’équipe a terra di Tara: Virgile Pesey, incaricato dei nuovi partenariati, e Xavier Bougeard, che si occupa delle attività didattiche. Quest’ultimo, che nello specifico gestisce il sito Tara Junior, potrà contare sullo sguardo infantile di sua figlia Cyanne, undici anni, venuta a scoprire insieme a lui per la prima volta la goletta.

Con la barca al completo navighiamo in un mare piuttosto grosso che mette a dura prova lo stomaco dei nuovi arrivati. Questa prima breve pausa sulla piccola isola di Ustica arriva giusto in tempo. Il fatto che si trovi sulla nostra rotta non è il solo motivo che spiega la nostra venuta. Ustica ha visto nascere nel 1986 la prima Area Marina Protetta (AMP) d’Italia su una superficie di 16.000 ettari attorno a una piccolissima formazione rocciosa nel mar tirreno. Due responsabili dell’AMP locale vengono a farci visita a bordo, il tempo di fare colazione e scambiare qualche parola sulla protezione locale dell’ambiente. A margine dei prelievi di microplastica effettuati a bordo, il filo rosso della nostra spedizione si tesse attorno a questi incontri con le strutture locali che contribuiscono al mantenimento quotidiano del Mediterraneo. Ci auguriamo che tali incontri possano aiutarci ad avere una visione globale del modo in cui il Mare Nostrum viene protetto a livello locale.

11.7.14

Tappa sarda



Dopo aver lasciato Antibes, sabato 5 luglio Tara è approdata a Cala Gonone, in Sardegna. Una tappa di qualche giorno in onore al plancton e alla spedizione Tara Oceans (2009-2013). 


Nonostante i molti cambiamenti attuati per adattare il programma e soprattutto i prelievi di plastica alle condizioni meteo, siamo arrivati in tempo nella cittadina sarda. Un piccolo villaggio di meno di duemila anime, arroccato su una costa rocciosa e frastagliata con numerose grotte che si aprono su acque turchesi. Anche se tutti a bordo erano impazienti di mettere piede a terra o la testa sott’acqua, non è stata una sosta rilassante.

Appena arrivati, parte dell’equipaggio si è diretto in città per una conferenza stampa per poi tornare insieme a una quindicina di giornalisti venuti per visitare la goletta. Il gommone continua il suo andirivieni scaricando sul ponte i nuovi arrivati carichi di valigie e portando a riva gli altri, giunti al termine del loro viaggio. Tutto questo si svolge, come sempre, nel cuore di un fitto calendario.

Domenica è in programma una conferenza in italiano sul plancton e le spedizioni di Tara, un workshop sulla ricerca scientifica condotta nella regione – con particolare riguardo all'istituzione di una stazione biologica e di un'area marina protetta – e un ricevimento presso l'Acquario di Cala Gonone, partner di questa spedizione nel Mediterraneo.

A margine di questo programma, si svolgerà un importante seminario per Oceanomics, il titanico progetto che gestirà e impiegherà i dati e i campioni raccolti durante le spedizioni Tara Oceans e Tara Oceans Polar Circle. I ricercatori coinvolti in questo progetto si riuniranno qui per cinque giorni e si incontreranno a Cala Gonone per discutere i risultati iniziali.

Lunedi e Martedì, gli scienziati di Oceanomics concluderanno il seminario con due giorni di campionamenti al largo della Sardegna, un'opportunità per elaborare alcuni protocolli di campionamento e capire meglio da dove provengono i dati che si stanno analizzando da più di un anno. Termina così questa soleggiata tappa in mare, prima di partire mercoledì alla volta dell'Albania, con una breve sosta nella piccola isola di Ustica.

21.6.14

Tara a Monaco




Il 20 giugno, durante la sosta di Tara nel Principato di Monaco, il presidente di Tara Expéditions Etienne Bourgois, il segretario generale Romain Troublé e l'equipaggio della goletta hanno avuto l'onore di accogliere Sua Altezza Serenissima il Principe Alberto II di Monaco.

La Fondazione Alberto II, che sostiene Tara dal 2006, è uno dei principali partner della spedizione Tara Mediterraneo.

Il 20 giugno è stato anche il giorno dell'inaugurazione del nuovo Yacht Club di Monaco (YCM) a cui ha partecipato tutto l’equipaggio di Tara.

19.6.14

Tappa a Cala Gonone, Sardegna: programma dal 5 al 9 luglio 2014



La missione scientifica TARA Méditerannée comprende una sosta a Cala Gonone dal 5 al 9 luglio 2014. Sensibilizzazione sui problemi del Mediterraneo, inquinamento da materie plastiche, biodiversità, sono solo alcuni degli scopi di questa missione.
Tutti sono invitati agli eventi pubblici che si terranno al Cinema Teatro, alla mostra scientifico-artistica all’Acquario di Cala Gonone e alla visita a bordo di Tara.
Una collaborazione tra Tara Méditerannée®, Acquario di Cala Gonone e Station Biologique de Roscoff (Francia), sotto il patrocinio del Comune di Dorgali.



Programma

Sabato 5
Ore 12 circa, arrivo di Tara a Cala Gonone
Ore 15 al Cinema teatro: Incontro con la stampa seguito da visita a bordo in rada riservato ai giornalisti

Domenica 6
Ore 9:30 al Cinema teatro: Simposio Tara e il Mediterraneo
Saluto delle Autorità. A seguire Il Plancton e Tara
Dott. Johan Decelle (Station Biologique de Roscoff) Il plancton
Dott. Daniele Iudicone (Stazione Biologica A. Dorn di Napoli) La spedizione Tara Oceans
Ore 11:00-13:00 al Cinema teatro: Il Mediterraneo - un mare a rischio
Dott. Giuseppe Bianco (ARPAS) Le attività dell’ARPAS nel monitoraggio e nello studio del clima della Sardegna
Dott. Daniele Iudicone Gli ecosistemi del Mediterraneo nel contesto dei cambiamenti climatici
Dott. Andrea Rotta (UNI Sassari) SardegnaNordCetacei: dinamiche e stato di salute dei cetacei nel nord Sardegna
Ore 18 al Cinema teatro: Presentazione della Collana della biodiversità del fotografo subacqueo Egidio Trainito
Ore 19 all’Acquario di Cala Gonone: Inaugurazione della mostra Il plancton e le “metamorfosi” di Antonio Secci

Lunedì 7
Dalle 18:30 al Porto: visita a bordo di Tara per le Autorità e per il pubblico

Martedì 8
Ore 21:00 al Cinema teatro: Proiezione di un film su Tara e visione del plancton raccolto nel Golfo
Mercoledì 9 ore: 9:00 Tara salpa le ancore per fare rotta su Durrës (Albania)

Si raccomanda la massima puntualità

Infoline: 0784 92 00 52
Comitato organizzatore: dott. Johan Decelle, dott. Colomban de Vargas, dott. Ernesto E. Di Iorio, dott. Flavio Gagliardi

14.6.14

Nella baia di Villefranche-sur-mer


N.Pansiot/Tara Expéditions


Alle 7:30 di stamattina, Tara è salpata in direzione della baia di Villefranche-sur-Mer, a soli 2 km in linea d'aria da Nizza. Al suo arrivo in porto, l'equipaggio ha manovrato i 36 metri della goletta alla perfezione per eseguire l’attracco. Ad attenderci erano in molti: sono venuti gli scienziati dell'Osservatorio oceanologico, a caricare gli ultimi strumenti necessari alla spedizione, e gli alunni delle scuole che hanno trascorso mezza giornata in nostra compagnia. Nel pomeriggio ci faranno visita a bordo i rappresentanti del Consiglio Generale delle Alpi Marittime. Anche Gaby Gorsky, Direttore dell'Osservatorio di Villefranche-sur-mer e Direttore scientifico della spedizione Tara Mediterraneo, era presente. Prima di andare nella bella cittadina di Saint-Elme dove è atteso per presentare la spedizione a una conferenza, Gaby ha gentilmente accettato di dirci qualche parola su questa tappa.




Qual è il programma della giornata?


In primo luogo, è un giorno di festa perché gli scolari saliranno a bordo di Tara e verranno informati della ricerca di alto livello che conduciamo a bordo di questa magnifica barca. Inoltre, oggi partecipiamo alla riunione annuale del Piano Clima-Energia avviato dal Consiglio Generale delle Alpi Marittime. Tutti i rappresentanti dei poteri pubblici saranno presenti. È pertanto una giornata di sensibilizzazione molto importante, rivolta a bambini, adulti, responsabili politici e, mi auguro, in presenza di finanziatori futuri.



Quali strumenti avete imbarcato qui?


Continuiamo a preparare la missione, avevamo già a bordo strumenti e apparecchiature come la rete manta. Adesso è ora di riorganizzare il laboratorio umido e quello secco. Implementeremo diversi sistemi di filtrazione. Il 21 giugno Tara parteciperà all’Ocean Sampling Day, una giornata per campionare gli oceani che quest'anno sifocalizza sulla genomica. Per questo motivo abbiamo portato dei sistemi di filtrazione e trattamento dei campioni. Raccoglieremo e filtreremo i campioni a bordo così come il contenuto della tasca di raccolta della rete manta. Stiamo installando un sistema completo costituito da pompe che portano il liquido ai filtri che poi recupereremo e conserveremo in azoto liquido o in un frigo.



Quali sono i punti salienti della sua presentazione alla conferenza del Piano Clima-Energia?

Quest'anno abbiamo la possibilità di studiare la microplastica presente nel Mediterraneo in modo esaustivo, durante 7 mesi. Queste microplastiche sono molto importanti per diverse ragioni. In primo luogo, perché inquinano l'ambiente: si tratta di un substrato che non esiste in mare, poiché tutti i prodotti petrolchimici sono di origine umana. Poi, questa plastica è in grado di trasmettere organismi invasivi che possono invadere ambienti remoti. Le microplastiche possono contenere agenti patogeni e sostanze chimiche nocive. Quindi dobbiamo identificarle, studiare la loro composizione chimica, e capire come vengono colonizzate. Infine, dobbiamo fare pressione sui poteri pubblici affinché cambino le loro politiche ambientali sulla plastica. Ecco perché questa giornata di sensibilizzazione penso sia importante.




Intervista di Noélie Pansiot

12.6.14

Le barchette di San Pietro sulla scia di Tara


In questa stagione le velella velella sono numerosissime
e formano dei veri e propri campi sulla superifice del mare




La prima serie di prelievi effettuata da Tara è stata caratterizzata dalla presenza di strani organismi simili a meduse fluttuanti.

Più volte la rete manta usata per il campionamento della microplastica è risalita con la tasca di raccolta piena di velella velella, piccoli organismi gelatinosi di colore blu.


Quasi ogni anno, nello stesso periodo, in mare si vedono banchi di velella velella che vanno alla deriva trasportate da venti e correnti marine, e finiscono talvolta per arenarsi a riva. In primavera e durante il solstizio d'estate le barchette di San Pietro sono particolarmente numerose. E anche quest’anno non mancheranno all’appuntamento in molte nostre spiagge. È già stata segnalata la loro presenza in varie zone. 

Parente prossimo di meduse, coralli e gorgonie, la velella velella appartiene alla famiglia dei cnidari, invertebrati urticanti. Ha tentacoli corti e velenosi, inoffensivi per l’uomo, ma efficaci per catturare i piccoli organismi planctonici che compongono la sua dieta. Misura 3-4 cm, e ha una forma originale: la parte emersa, e quindi visibile, del corpo è costituita da un disco cartilagineo e da una cresta triangolare verticale che funge da vela. Questo insolito animale potrebbe far parte del cast del famoso film Avatar, diretto da James Cameron.

Jean-Louis Jamet, responsabile scientifico delle tappe Tolone-Nizza a bordo di Tara, ci ha spiegato che la velella velella può essere considerata un superorganismo. Si compone di diversi organismi chiamati zoidi, che hanno funzioni diverse: il gastrozoide, per la nutrizione, e gli gonozoidi, per la riproduzione. "Situati nella parte sommersa dell'animale, questi polipi specializzati cooperano e agiscono insieme. Il gastrozoide cacciatore e mangiatore fa arrivare il risultato della digestione ai gonozoidi attraverso piccoli canali. "Ci sono zoidi deputati anche alla protezione dell'organismo."

Fabien Lombard, docente di Biologia Marina presso il laboratorio oceanografico di Villefranche-sur-mer ed esperto di meduse, ci ha svelato alcuni segreti delle barchette di San Pietro: "Se le si guarda da vicino, si vede che metà della colonia ha la cresta verticale che sembra una vela rivolta verso destra e l’altra verso sinistra. Questa strategia consente ad alcune di loro di non farsi trascinare a riva dal vento. L’inclinazione a 45° funziona proprio come la vela di una barca. Se vogliono sopravvivere devono rimanere in mare a tutti i costi. "

Un'altra caratteristica di rilievo è il fatto che esse godono di un ciclo vitale doppio. In altre parole, sono asessuate. I gonozoidi effettuano una sorta di riproduzione per talea producendo minuscole meduse di appena un millimetro. La riproduzione sessuale appartiene a queste mini meduse, che hanno una vita molto breve. Veri e propri cloni, sono dotate di gameti maschili e femminili necessari alla propagazione della specie. Una volta rilasciati, i gameti si incontrano in mare per unirsi e dar vita a larve microscopiche, e quindi a una nuova colonia galleggiante. Incapaci di muoversi da sole, le barchette di San Pietro appartengono al plancton: si lasciano trasportare dalle correnti e dai venti.

D’ora in poi i Taranauti non vedranno più le velella velella come "strani organismi fluttuanti simili a meduse", ma come un superorganismo che ospita una associazione interdipendente di diversi zoidi, tutti tesi verso lo stesso obiettivo: la sopravvivenza.




8.6.14

Giornata Mondiale degli Oceani



Messa in acqua della rete manta
F.Aurat/Tara Expéditions

Oggi, 8 giugno, è la Giornata Mondiale degli Oceani!

Continuano  i prelievi di campioni di plastica nel Mediterraneo a bordo di Tara, che si trova tra Nizza e Imperia.

La goletta si fermerà a Nizza dal 10 al 16 giugno.

3.6.14

Pelagos: un santuario marino internazionale dedicato alla protezione dei cetacei

A colloquio con Alain Barcelo, responsabile del servizio scientifico del Parco Nazionale di Port Cros che si occupa della parte francese del santuario.


Cartina del Santuario Pelagos 




Ogni avvistamento di mammiferi marini nei dintorni della goletta è una corsa sul ponte per osservare e vivere ogni singolo istante di questi momenti unici. Abbiamo incrociato un delfino di risso tra Oran e le Baleari, e più di recente un gruppo di tursiopi nella baia di Portcros.

Quest'anno attraverseremo il Santuario Pelagos più volte, uno spazio marino internazionale destinato alla protezione dei cetacei, una zona di 87.500 km2 dove vivono principalmente 8 specie di mammiferi marini.

Alain Barcelo ci spiega l'importanza dell'accordo Pelagos.


Dove si trova il Santuario?


Pelagos è un grande triangolo che parte dalla Sardegna, risale contemporaneamente verso Hyères e l’Italia, e comprende la zona marina attorno alla Corsica. È un'immensa Area Marina Protetta dedicata ai mammiferi marini  del Mediterraneo.

In vigore dal 2002, l’Accordo Pelagos è stato firmato da Francia, Marocco e Italia nel novembre 1999. Mira a preservare i cetacei e a rendere compatibile la loro presenza con l'insieme di attività umane che qui hanno luogo.

Otto specie sono regolarmente presenti: la balenottera comune, il capodoglio o fisetere, lo stenella striata, il tursiope o delfino dal naso a bottiglia, il grampo o delfino di Risso, il globicefalo, il delfino comune e infine lo zifio. Altre ancora come le megattere lo attraversano occasionalmente. Le cifre variano a seconda della stagione.


Quali sono le principali minacce che gravano su questi animali?

Le principali minacce sono costituite da certe attività umane come il traffico marittimo che è causa di collisioni tra le imbarcazioni e i grandi mammiferi quali la balenottera comune o il capodoglio. Anche la navigazione da diporto è fonte di disturbo.


Sul sito del Santuario, tra le minacce, è presente anche l’inquinamento chimico? Cosa ci può dire della plastica?

Gli studi in corso mostrano che gli agenti inquinanti si fissano alla plastica e a seguito dell'ingestione risalgono lungo la catena alimentare. La panoplia di prodotti chimici noti si ritrova alla fine della catena nei mammiferi marini a tassi di concentrazione molto elevati. Le macro plastiche, oltre a dare fastidio e deturpare il paesaggio, si degradano e diventano micro plastiche. E poi c'è li ritroviamo lungo tutta la catena alimentare.


Quali misure ha adottato il Santuario?


Ci serviamo di strumenti di comunicazione e sensibilizzazione. Sul nostro sito internet è possibile accedere alla pagina « Devenez ambassadeurs » (Diventa ambasciatore). I visitatori vi troveranno il codice di buona condotta a cui attenersi e da divulgare.

Disponiamo anche di uno strumento informatico per l’utenza commerciale, il sistema REPCET, un dispositivo che consente alle imbarcazioni di sapere in tempo reale la posizione dei mammiferi marini e di segnalarla alle altre navi.

Da un paio di anni abbiamo stipulato partenariati con i comuni rivieraschi che in tal modo si impegnano a contribuire alla conservazione dei mammiferi marini e a sensibilizzare il grande pubblico.
Altre misure riguardano gli operatori di whale-watching, il traffico marittimo, le attività di difesa o ancora la pesca professionale.



Sintesi dell'articolo di Noëlie Pansiot

2.6.14

Il mondo segreto del plancton


Poster della mostra realizzata dall'Ecole Nationale Superieure des Arts Décoratifs



Esposizione "Il mondo segreto del plancton"
L’École des Arts Déco incontra Tara e le sue missioni scientifiche
Dal 2 al 26 giugno 2014
Base Tara*, 11 boulevard Bourdon 75004 Parigi
Da lunedì a sabato dalle 10:00 alle 18:00.
Ingresso libero.


*
Base Tara è il nuovo spazio di Tara Expeditions, un'area di 400 metri quadrati che accoglierà mostre gratuite, visite guidate e conferenze al Port de l'Arsenal à la Bastille, 11 boulevard Bourdon, nel 4° arrondissement di Parigi.



EnsAD Laurence Sudre



EnsAD Laurence Sudre
EnsAD Laurence Sudre
  

31.5.14

Giornata mondiale senza tabacco: 400 mozziconi di sigaretta raccolti in spiaggia dai Taranauti



Da sinistra a destra: F.Aurat, P.Dufay, Carole, N.Pansiot, J-L Jamet e B. Van Hoorebeke.



Sabato 31 maggio, attrezzati con guanti e sacchetti, i membri dell'equipaggio di Tara, in risposta all'appello di Surfrider Foundation Europe, hanno percorso le spiagge di Charmettes e di Cros à Six-Fours (Var) per procedere alla raccolta dei rifiuti, nell'ambito del progetto" Initiative Océane". Nei 20kg di detriti raccolti, la plastica era presente in tutte le sue forme, ma è stata la presenza dei mozziconi di sigaretta a occupare per ben due ore i Taranauti che hanno così partecipato, a modo loro, alla giornata mondiale senza tabacco.

30.5.14

L'isola di Embiez

Siamo sull'isola di  Embiez fino al 2 giugno.



F.Aurat/Tara Expéditions/AUEV 
N.Pansiot/Tara Expéditions

28.5.14

“Siamo nella fase di messa a punto dei protocolli”



Quasi 1000 persone hanno visitato Tara nel finesettimana.
N.Pansiot/Tara Expéditions


Da una settimana c’è molto fermento a bordo: il telefono del capitano non smette di suonare, l’equipaggio è in attesa di consegne, i gruppi di visitatori si alternano sul ponte durante questa tappa a Tolone… Nello studio situato nella stiva posteriore, feudo del capomeccanico Martin Hertau, si effettuano controlli ai dritti di poppa. Paul Duffay, eccellente stagista elettronico, ottimizza il cablaggio del quadro elettrico. Bisogna dunque procedere agli ultimi acquisti e trovare i pezzi necessari per le piccole riparazioni. Tocca all'ufficiale di ponte François Aurat stilare la lista della spesa: camera d’aria per l’impianto idroforo, tubature per il laboratorio secco, pinza amperometrica, lightstick… tutti i membri dell’equipaggio si attivano per preparare la barca e non lasciare nulla al caso.
Il capitano Samuel Adrain ha risposto ad alcune nostre domande su questa tappa.


Tara è a Tolone da una settimana. L’equipaggio ha accolto a bordo quasi 1000 visitatori in solo tre giorni. Fuori dalle ore di visita, cosa succede a bordo?

Sono arrivato da poco e ce la stiamo mettendo tutta per terminare i preparativi della barca. Siamo ancora vicini al raggio di azione dei fornitori francesi che conosciamo e per noi è più facile ordinare pezzi. […] Facciamo il possibile per partire con tutto il materiale necessario. C’è sempre qualcosa da controllare, ai motori, fa parte della nostra quotidianità.


Quali scienziati sono arrivati a bordo?

Hervé le Goff, ingegnere del CNRS, che si occupa di rifornire il laboratorio secco per questa missione. Jean-Louis Jamet, coordinatore scientifico durante questa tappa e professore dell'Universita di Tolone, si è imbarcato da poco. Gaby Gorsky, direttore scientifico del progetto TaraMedPlastic, che ha pensato fin dall’inizio tutto il programma scientifico. Discutiamo insieme dei vari protocolli relativi alla raccolta di dati e campioni.


27.5.14

Spedizione Tara Mediterraneo - Da maggio a novembre 2014






DOPO OLTRE QUATTRO ANNI DI NAVIGAZIONE INTORNO AL MONDO E NELL’ARTICO, TARA È IN MISSIONE NEL MEDITERRANEO FINO A NOVEMBRE 2014, CON DUE OBIETTIVI: CONDURRE UNO STUDIO SCIENTIFICO SULL’INQUINAMENTO DA PLASTICHE E PROMUOVERE UNA PRESA DI COSCIENZA SUI CAMBIAMENTI AMBIENTALI NELL’AREA MEDITERRANEA.


450 milioni di persone vivono nelle zone costiere del Mediterraneo ripartite in 22 paesi rivieraschi. Per le sue caratteristiche geografiche e climatiche, il Mediterraneo ospita quasi l’8% della biodiversità marina, benché esso rappresenti solo lo 0,8% della superficie degli oceani. Le sue città odierne sono sovraffollate e nel Mediterraneo si concentra il 30% del traffico marittimo mondiale. I problemi legati all’inquinamento proveniente da terra si moltiplicano mettendo sotto pressione l’ecosistema marino, essenziale per le popolazioni della regione e per la vita in generale. Tra gli agenti inquinanti, va annoverata la crescente presenza nel mare di microplastiche. Molto probabilmente esse sono entrate nella catena alimentare e quindi anche nella nostra dieta. È quindi urgente procedere verso soluzioni concrete quali la depurazione delle acque, la gestione dei rifiuti, l’introduzione di plastiche biodegradabili, la promozione del turismo sostenibile e la creazione di Aree Marine Protette – soluzioni raccomandate da decenni dalla Convenzione di Barcellona, dalla convenzione sulla Diversità Biologica dell’ONU e anche dall’Unione Europea.

Per Tara Expeditions questa spedizione, la decima per la goletta dal 2003, è un’opportunità per promuovere una presa di coscienza da parte di associazioni locali e regionali* sui molti problemi ambientali che gravano su questo mare sostanzialmente chiuso.

A bordo di Tara verrà condotto uno studio scientifico sulle plastiche, coordinato dal Laboratoire de Villefranchesur-mer (Université Pierre et Marie Curie e CNRS) e dalla University of Michigan (USA). L’accumulo di rifiuti di plastica in natura è “uno dei cambiamenti recenti più onnipresenti e di lunga durata sulla superficie del nostro pianeta…” , e una delle maggiori preoccupazioni ambientali del nostro tempo. Nonostante ciò, sappiamo troppo poco sul destino di tali plastiche e sul loro ruolo nella dinamica degli ecosistemi per poter prevedere il loro impatto futuro sugli oceani del nostro pianeta e sull’uomo.

Per colmare questa lacuna, gli scienziati a bordo di Tara si impegneranno in una missione interdisciplinare per comprendere meglio l’impatto delle plastiche sull’ecosistema del Mediterraneo. Essi quantificheranno i frammenti di plastica, misurandone anche dimensioni e peso. Inoltre identificheranno i tipi di plastiche trovati in mare (compresi gli inquinanti organici ad esse associati) e studieranno la dinamica e la funzione di comunità microbiche (batteri, protozoi, micro-alghe, molluschi, crostacei) che vivono su di esse – una tematica fino ad oggi praticamente inesplorata nel Mediterraneo.



Maggiori informazioni sul programma scientifico della spedizione Tara Méditerranée:
in francese
in inglese



Una mostra itinerante e dei filmati saranno condivisi col pubblico. Durante le nostre tappe daremo volentieri il benvenuto a bordo a scolaresche. Durante la spedizione artisti saranno presenti a bordo di Tara.


I PARTNER
agnès b., Fondation Prince Albert II de Monaco, Fondation Veolia, Serge Ferrari, IDEC, UNESCO-COI, MedPAN, Surfrider Foundation, Lorient Agglomération, Ministère de l’écologie du développement durable et de l’énergie, IUCN, CNRS, AFP, RFI, France 24, MCD.

I PARTNER SCIENTIFICI

Laboratoire d’Océanographie de Villefranche-sur-mer, CNRS, University of Michigan, University of Maine, NASA, Université Libre de Berlin, Université Pierre et Marie Curie, IFREMER, Observatoire Océanologique de Banuyls, Université Bretagne Sud, Université Toulon Sud, Université Aix Marseille, Université de Corse.

*ASSOCIAZIONI ED ENTI LOCALI E REGIONALI COINVOLTE AD OGGI:

Expedition MED, Mohammed VI Foundation for the Environment, Acquario di Cala Gonone (Sardegna).



SOTTO L’ALTO PATROCINIO DI JANEZ POTOČNIK, MEMBRO DELLA COMMISSIONE EUROPEA (INCARICATO PER LE QUESTIONI AMBIENTALI)


La mappa della spedizione
Le tappe della spedizione
Le sfide ambientali del Mediterraneo: in francese - in inglese

24.5.14

Tara a Tolone.


Siamo a Tolone fino al 28 maggio, con un'esposizione e visite aperte al pubblico.


Tara nel porto di Tolone. Copyright:F.Aurat/Tara Expéditions

Residenze di artisti internazionali a bordo di Tara



L'esposizione "Tara 10 ans 20 regards d'artistes" del 2013
presso la maison di  agnès b. (foto: Dana Sardet)


agnès b. , proprietaria e mecenate di Tara  ma anche gallerista, stilista e collezionista da 30 anni, sostiene gli artisti che si sono alternati a bordo della goletta durante le nostre spedizioni. La loro presenza è fondamentale per sensibilizzare un  pubblico più vasto alle tematiche ambientali.

Ecco i 10 artisti di 4 nazionalità diverse che quest’anno sono stati selezionati per trascorrere un periodo di tempo (da due a tre settimane) a bordo di Tara durante la spedizione Tara Mediterraneo.

- Yoann Lelong (video) dalle isole Embiez a Monaco
- Spencer Lowell (foto e video) da Antibes a Cala Gonone
- Carly Steinbrunn (foto) da Cala Gonone ad Atene
- Lorraine Féline  (video) da Cala Gonone ad Atene
- Emmanuel Régent (disegno e installazioni) da Atene a Tel Aviv
- Christian Revest (pittura e incisioni) da Haifa a Biserta
- Lola Reboud (foto/ video) da Biserta a Marsiglia
- Katia Kameli (video) da Algeri a St Tropez
- Sylvain Couzinet Jacques (foto 3D) da St Tropez a Calvi
- Malik Nejmi (foto / film)   da Genova a Tangeri

20.5.14

Serata a bordo con il celacanto



Laurent Ballesta, Thibault Rauby e Florian Holon dell’Andromède Océanologie si sono congedati dai Taranauti, e ora sono diretti a esplorare altre profondità marine.


 
Libro di Laurent Ballesta sulla spedizione Gombessa.
N.Pansiot/Tara Expéditions


Abbiamo trascorso piacevoli momenti in loro compagnia e la sera Laurent ci ha raccontato alcune sue esperienze di immersione. In particolare, ci ha detto dell’incontro, a più di 120 metri sotto il livello del mare, con un pesce mitico dell’Africa del Sud, durante la spedizione Gombessa. "Il mio Stargate", lo ha chiamato. "Un viaggio spazio-temporale " fatto di immersioni estreme che ha visto l’incontro surrealista con un dinosauro marino: il celacanto. Una specie riscoperta nel 1938, quando gli scienziati pensavano che fosse scomparso da oltre 70 milioni di anni.

Laurent ci ha lasciato un ricordo: il libro che racconta la sua spedizione. Su richiesta del capitano Samuel Audrain, poco prima di sbarcare, lo ha firmato con questa dedica: "Alla gente di Tara, perché dietro ogni avventura scientifica, prima ci sono persone che sognano. Benvenuti nel mio sogno!".

Florian, Thibault e Laurent hanno poi continuato ad alimentare la fantasia dell'equipaggio raccontando l'esplorazione dei canyon sudafricani e l'incontro con il celebre pesce. Non stupisce, quindi, che i Taranauti abbiano voluto immergersi con loro ieri sera.

Seduti tutti intorno al quadrato, abbiamo ritardato l’ora del sonno per guardare il documentario “Gombessa”.


Estratto dall’articolo di Noélie Pansiot

18.5.14

Immersioni a San Pere, Var.


Alcune immagini dell'immersione del 18 maggio nei pressi delle Grotte di San Pere, Var.

 

Oriot/F.Aurat/Tara Expéditions



M.Oriot/F.Aurat/Tara Expéditions



M.Oriot/F.Aurat/Tara Expéditions


13.5.14

Port-Cros, un’isola isolata dove fare rifornimento è imprescindibile


La nave cisterna Saint Christophe
che rifornisce d'acqua potabile l'isola.
N.Pansiot/Tara Expéditions




Vivere a bordo di Tara è un po’ come vivere su un’isola. A Port-Cros non si spreca l’acqua. I suoi abitanti, custodi dei 7 kmq delle sue terre emerse lo sanno bene.

Noël Laurent, di origine belga, è arrivato sull’isola nel 1972 per starci due mesi e non è più ripartito. Ex impiegato comunale, ora in pensione, sorveglia continuamente il prezioso stock di acqua potabile dell’isola. Il bacino d’acqua dolce non è sufficiente per soddisfare la richiesta d’acqua che a partire da maggio aumenta con l’arrivo dei primi visitatori. “Dobbiamo vigilare che il cuneo salino non penetri sotto l’isola.”

Negli anni sono cambiate molte cose e l’isola si è dotata di una stazione di depurazione; i rifiuti non vengono più bruciati qui, ma portati sul continente. Solo il problema dell’acqua persiste.

“Siamo sempre costretti a far arrivare l’acqua via mare” spiega Hervé Bergère, responsabile di settore del Parco nazionale. La dissalazione ha un impatto negativo sull’ambiente, per via dei rifiuti chimici impiegati nella pulizia dell’impianto.

Il rifornimento di acqua potabile spetta alla Saint Christophe, una nave cisterna che serve le isole di Port-Cros e Porquerolles. Ogni due mesi d’inverno e ogni 4 giorni d’estate. Durante la stagione alta, l’isola arriva a ospitare fino a 2000 visitatori al giorno e 1500 diportisti.

Ma di navi come la Saint Cristophe ne sono rimaste poche, e in caso di avaria per l’isola sarebbe un grosso problema. Gli abitanti dell’isola dipendono dalle forniture d’acqua trasportate da questa grossa nave e sanno quanto essa sia preziosa e quanto sia fondamentale non sprecarne nemmeno una goccia.



Riassunto dell'intervista realizzata da Noélie Pansiot

10.5.14

Buon compleanno Tara!



Tara in costruzione con Jean-Louis Etienne, 1989.
Copyright: Martin Labarre



Venticinque anni fa, il 10 maggio 1989, la goletta viene messa in acqua per la prima volta; tre giorni dopo viene battezzata con il nome di Antarctica. Da allora ha solcato molti mari, prima con il nome Antarctica sotto la guida di Jean-Louis Etienne, poi come Seamaster (nel 1999 con Sir Peter Blake) e infine come Tara (nel 2003 grazie ad agnès b. e a Etienne Bourgois). Il suo mitico scafo, noto per aver resistito ai ghiacci polari, e al cui timone si sono alternati molti appassionati capitani, continua a esplorare gli oceani del nostro globo. E oggi compie 25 anni!



N.Pansiot/Tara Expéditions




Qual è la particolarità di Tara?


"Quando siamo in luoghi difficili, come durante la deriva artica del 2006-2007, in balia degli elementi ostili, ci ritroviamo tutti all’interno dell’imbarcazione, e quello spazio di vita diventa il nostro bozzolo. Tara è un rifugio, come un rifugio di montagna, dove ci si sente bene. All’improvviso gli elementi attorno alla goletta esplodono, ma a bordo ci sentiamo al sicuro, dentro la nostra capsula. Ecco cosa è formidabile di Tara!"


Quale fotografia ti ha segnato di più?


“C’è un’immagine straordinaria, quella delle aurore boreali che scintillano sulla barca prigioniera dei ghiacci, all’epoca di Antarctica. Quella foto mi ha fatto vincere il World Press Photo.”


Francis Latreille, fotografo. Vide Tara per la prima volta nel cantiere navale di Villeneuve la Garenne, e poi la seguì in tutte le sue spedizioni.


La storia della goletta

9.5.14

A colloquio con Florian Holon



Florian Holon, Mathieu Oriot e Thibault Rauby (da sinistra a destra),

in partenza per un'immersione.

N.Pansiot/Tara Expéditions



Alla fine del loro quinto giorno di esplorazione nel parco marino di Port Cros, il team di Andromène è risalito a bordo di Tara con il sorriso. Florian Holon, Laurent Ballesta e Thibault Rauby sono molto soddisfatti di come sta procedendo la loro missione.



Come sta andando la missione?

Sta andando molto bene, il tempo è meraviglioso, il che ci permette di lavorare senza interruzioni, facendo 2-3 immersioni al giorno. In programma ci sono venti immersioni e ne abbiamo già fatte 8, quasi la metà. Ci siamo immersi nelle zone più esposte, dove c’è vento. Le previsioni danno il maestrale nei prossimi giorni, quindi abbiamo riservato a dopo alcune immersioni sul lato sottovento, che ci permetteranno di continuare a lavorare nonostante le condizioni meno clementi.


Che cosa avete osservato nei fondali del parco marino?

Abbiamo esplorato una vasta gamma di siti: siamo andati a Port Cros e attorno all'isola di Levante, abbiamo esplorato la zona a nord e quella a sud delle isole. Tra la zona a nord, verso la baia di Hyères, e quella a sud, più al largo, non ci sono le stesse correnti né la stessa sedimentazione sul fondo, e improvvisamente si osservano cose molto diverse. Oggi abbiamo coperto una zona situata molto al largo dell'isola di Levante, il Banco di Magaud, che ospita una serie di affioramenti rocciosi sulla zona tra i - 80 e i -75 metri. Si tratta di un habitat che non abbiamo ancora mai osservato nel Mediterraneo francese, ma cominciamo ad avere un po' di esperienza in questo tipo di immersioni. È stata proprio una giornata molto bella!

Lì abbiamo trovato foreste di laminarie. Questo tipo di alghe si trovano anche in Gran Bretagna, ma non sono della stessa specie: qui si tratta di Laminairia rodriguezii, che misura circa un metro di lunghezza. Ne avevamo già visto degli esemplari a Bonifacio tempo fa e in Tunisia, ma non c'è paragone con quello che abbiamo scoperto oggi. Questa è una zona attraversata da forti correnti, avevamo scooter sottomarini molto potenti e ci spostavamo alla massima velocità, ma ci spostavamo contro corrente con molta fatica. C'era una luminosità elevata, una luce molto bella, e tutte queste laminarie assumono forme tortuose, così come gli alberi della costa che formano circonvoluzioni a seconda del vento e delle valli in cui si trovano. C'erano laminarie a perdita d’occhio, con forme piuttosto bizzarre. Sapevamo che era possibile cadere in queste alghe, ma è stata una vera e propria sorpresa averne viste così tante e di così belle.

È interessante vedere tutta la flora e la fauna qui presenti, ed è quello che vedremo a livello scientifico. Abbiamo realizzato un inventario fotografico delle specie presenti. È una parte molto interessante del lavoro che facciamo.


Soddisfatto di questa giornata?

Sì, molto! Abbiamo visto siti mai esplorati prima d'ora, che si trovano al largo delle nostre coste e ciò ci fa molto piacere. Possiamo esplorare aree marine senza dover andare dall'altra parte del mondo!


Riassunto dell’intervista realizzata da Noélie Pansiot

7.5.14

Tara accoglie tre illustri subacquei

In partenza per un'esplorazione a Punta del Cognet:
un'immersione di 160 minuti a 75 metri di profondità.



Laurent Ballesta, Florian Holon e Thibault Rauby, membri del team di Andromède, sono famosi per le loro esplorazioni a profondità vertiginose. Grazie all’utilizzo di riciclatori elettronici della miscela e alla maestria nel diving possono arrivare a perlustrare zone poco note fino e oltre i -70 metri. I tre sub, venuti a studiare le profondità del Parco Nazionale di Port-Cros per 15 giorni, lavoreranno a stretto contatto con l'equipaggio di Tara. La goletta fungerà da piattaforma logistica avvicinandosi il più possibile ai siti di studio. Se le condizioni meteo lo permetteranno, i sub dovranno esplorare una ventina di zone, il che vuol dire due immersioni in acque profonde al giorno.

5.5.14

Tappa a Port Cros (5-23 maggio)

copyright : Andromède


Port Cros è la prima Area Marina Protetta francese dove faremo tappa per studiare le barriere coralline insieme al biologo e sub Laurent Ballesta e al team di Andromède.

Questo particolare ambiente si sviluppa tra i 50 e i 90 metri di profondità. È una zona dove l'illuminazione è scarsa. La base di appoggio è costituita da alghe calcaree. Quando l’alga muore lascia una parte calcarea, e col passare degli anni si formano le rocce calcaree che servono da supporto o da nascondiglio a coralli, pesci, ricci di mare e altre specie marine. Più di 1700 specie sono state osservate in questi ambienti marini, così ricchi e importanti per la biodiversità del Mediterraneo.

Sono ambienti ancora poco studiati perché accedervi non è semplice. Sono necessarie, infatti, tecniche di immersione specifiche per queste profondità. I ricercatori e sub di Andromède, maestri dell’immersione con riciclatore, conoscono perfettamente le tecniche di inventario sottomarino e hanno l’incarico di eseguire questo studio che permetterà ai gestori del Parco di tutelare meglio l'ambiente marino circostante.

Tara farà da piattaforma logistica più vicina ai siti di studio. Questa visita ci permette anche di preparare al meglio la nostra prossima spedizione dedicata allo studio dei coralli a partire dal 2015.

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Clicca qui per saperne di più sulle Aree Marine Protette attraverso il nostro partner MEDPAN

29.4.14

Tara è nel Mediterraneo


25 aprile 2014. Tara nel Mediterraneo. Di fronte a Gibilterra.

M.Hertau/Tara Expéditions

Tara ha passato lo stretto di Gibilterra e veleggia ora nelle calde acque del Mediterraneo. Siamo a sud di Formentera.


Prossima tappa il 5 maggio a Port-Cros per studiare i coralli con il biologo subacqueo Laurent Ballesta.


Incontro con un grampo. M.Hertau/Tara Expéditions

Il grampo o delfino di Risso (Grampus griseus) è un cetaceo che può arrivare ad avere una lunghezza di 4 metri e un peso di 400 kg.  È  ghiotto di calamari.


Incontro con un grampo. M.Hertau/Tara Expéditions




23.4.14

Le tappe della spedizione Tara Mediterraneo 2014


19 APRILE: Partenza da Lorient (Francia)

DAL 5 AL 23 MAGGIO: Studio delle barriere coralline del Parco nazionale di Port Cros (Francia), prima AREA MARINA PROTETTA in Francia
22 MAGGIO: Giornata mondiale delle isole
DAL 23 AL 28 MAGGIO:  Tappa a Tolone (Francia)

DAL 29 AL 2 GIUGNO:  Tappa alle isole Embiez (Francia)
5 GIUGNO: Giornata mondiale dell’ambiente
8 GIUGNO: Giornata mondiale degli oceani
DAL 10 AL 15 GIUGNO:  Tappa a Nizza (Francia)
DAL 16 AL18 GIUGNO:  Tappa a Villefranche-sur-Mer (Francia)
DAL 19 AL 20 GIUGNO:  Tappa a Monaco
21 GIUGNO: World Ocean Sampling Day, Tara nella baia di Villefranche-sur-Mer
DAL 22 AL 26 GIUGNO :  Tappa ad Antibes (Francia)

DAL 5 ALL’8 LUGLIO:  Tappa a Cala Gonone (Sardegna, Italia): Riunione scientifica del programma Oceanomics, in collaborazione con l’Acquario di Cala Gonone - Acquario di Sardegna.
DAL 15 AL 19 LUGLIO:  Tappa a Durrës (Albania)
DAL 22 AL 31 LUGLIO:  Tappa alle Cicladi (Grecia)

DAL 5 AL 12 AGOSTO:  Tappa a Beirut (Libano)
DAL 14 AL 20 AGOSTO:  Tappa a Haifa e Tel Aviv (Israele)
DAL 28 AL 30 AGOSTO:  Tappa a La Valletta (Malta)

DAL 1° AL 6 SETTEMBRE:  Tappa a Biserta (Tunisia)
DAL 9 AL 14 SETTEMBRE:  Tappa ad Algeri (Algeria)
DAL 20 AL 29 SETTEMBRE:  Tappa a Marsiglia (Francia)
DAL 30 SETTEMBRE AL 5 OTTOBRE:  Tappa a Saint-Tropez (Francia)

DAL 9 AL 14 OTTOBRE:  Tappa a Napoli (Italia)
DAL 20 AL 23 OTTOBRE:  Tappa a Calvi (Francia)
DAL 24 AL 30 OTTOBRE:  Tappa a Genova (Italia), Festival della scienza

DAL 4 AL 9 NOVEMBRE:  Tappa a Palavas les Flots (Francia)
DAL 10 AL 14 NOVEMBRE:  Tappa a Perpignan (Francia)
DAL 15 AL 19 NOVEMBRE:  Tappa a Barcellona (Spagna)
DAL 23 AL 28 NOVEMBRE:  Tappa a Tangeri (Marocco) in collaborazione con la Fondazione Mohammed VI
DAL 29 AL 30 NOVEMBRE:  Tappa a Faro (Portogallo)

7 DICEMBRE: Ritorno a Lorient (Francia)

22.4.14

Verso il Mediterraneo...

Delfini nel golfo di Biscaglia. M.Hertau/Tara Expéditions





Tara è al largo della frontiera tra Spagna e Portogallo. 

Il nostro primo scalo è previsto per i primi di maggio a Port-Cros.

14.4.14

In partenza per il Mediterraneo






Sabato 19 aprile la goletta Tara lascerà il porto di Lorient per intraprendere una nuova spedizione di sette mesi nel Mediterraneo. Verranno condotti uno studio sulla plastica presente in mare e una campagna di sensibilizzazione del pubblico sulle numerose sfide ambientali di questo mare.




450 milioni di persone vivono nelle zone costiere del Mediterraneo ripartite in 22 paesi rivieraschi. Per le sue caratteristiche geografiche e climatiche, il Mediterraneo ospita anche quasi l’8% della diversità biologica marina, benché esso rappresenti solo lo 0,8% della superficie dell’oceano.

Oggi le sue megalopoli sono sature; nel Mediterraneo si concentra il 30% del traffico marittimo mondiale, i problemi legati all’inquinamento proveniente da terra si moltiplicano mettendo sotto pressione l’ecosistema marino, essenziale per le popolazioni e la vita in generale. Tra gli agenti inquinanti, la crescente presenza di microplastiche in mare e il loro probabile inserimento nella catena alimentare, e quindi nei nostri piatti, solleva molti quesiti. È urgente procedere verso soluzioni concrete quali la depurazione delle acque, la gestione dei rifiuti, l’innovazione per una plastica biodegradabile, la promozione del turismo sostenibile o la creazione di Aree Marine Protette, come raccomandano da decenni la Convenzione sulla Diversità Biologica dell’ONU e l’Unione europea.


La missione Tara Mediterraneo avrà due finalità principali:

1. La conduzione a bordo di uno studio scientifico sulla plastica presente in mare, coordinato dal Laboratorio di oceanografia di Villefranche-sur-mer (Université Pierre et Marie Curie e CNRS) in Francia e dall’università del Michigan negli Stati Uniti, in collaborazione con l’Université de Bretagne-Sud e altre università francesi.

2. La realizzazione di una campagna di sensibilizzazione per promuovere gli sforzi delle associazioni locali e regionali* sulle numerose sfide ambientali legate a questo mare quasi chiuso; in particolare:

- la promozione della Aree Marine Protette in collaborazione con MedPAN, la rete che gestisce le Aree Marine Protette del Mediterraneo;
- la promozione di soluzioni per la riduzione dei rifiuti ;
- la condivisione delle prime analisi nel Mediterraneo ottenute durante la spedizione Tara Oceans (2009-2012).


La spedizione in cifre
DURATA DELLA SPEDIZIONE: 7 mesi, di cui 115 giorni in mare e 115 giorni di scalo
NUMERO DI SCALI: 22
NUMERO DI PAESI: 11
DISTANZA DA PERCORRERE: 16 000 km
L’equipaggio a bordo si compone di 5 marinai, 2 scienziati, un corrispondente di spedizione e un artista.



SOTTO L’ALTO PATROCINIO DI JANEZ POTOČNIK, MEMBRO DELLA COMMISSIONE EUROPEA (INCARICATO PER LE QUESTIONI AMBIENTALI)


I PARTNER
agnès b., Fondation Prince Albert II de Monaco, Fondation Veolia Environnement, IDEC, Carbios, UNESCO-COI, MedPAN, Surfrider Foundation, Lorient Agglomération, Ministère de l’écologie du développement durable et de l’énergie, IUCN, CNRS, AFP, RFI, France 24, MCD.

I PARTNER SCIENTIFICI

Laboratoire d’Océanographie de Villefranche-sur-mer, CNRS, University of Michigan, University of Maine, NASA, Freie Universität Berlin ("Università libera di Berlino"), Université Pierre et Marie Curie, IFREMER, Observatoire Océanologique de Banuyls, Université Bretagne Sud, Université Toulon Sud, Université Aix Marseille, Université de Corse.

*ASSOCIAZIONI LOCALI E REGIONALI CHE HANNO ADERITO AD OGGI

Expedition MED, Fondation Mohamed VI pour l’Environnement, Acquario di Cala Gonone.



8.4.14

Un libro e un sito per scoprire il plancton


"Plancton: Aux origines du vivant"
Christian Sardet, Editions Ulmer.



Christian Sardet è direttore di ricerca emerito al CNRS, il Centro nazionale francese di ricerca scientifica, e autore di numerose pubblicazioni scientifiche. È ideatore di film, cartoni animati e DVD vincitori di premi. È stato insignito del Premio europeo per la comunicazione delle scienze della vita conferito dalla European Molecular Biology Organization. In veste di cofondatore e coordinatore della spedizione Tara Oceans per lo studio globale del plancton, Christian Sardet ha dato il via a “Chroniques du Plancton” (Cronache del Plancton), un progetto che coniuga arte e scienza per condividere la bellezza e la diversità del plancton. È anche l’autore del libro “Plancton – aux origines du vivant” (Plancton, alle origini del vivente).



In questo bel libro, un’ode alle origini e alla diversità del vivente, Christian Sardet ci rivela questo mondo segreto in 550 foto belle quanto bizzarre, e ci conduce in un’immersione nel cuore dell’evoluzione, alle origini di questa vita che da più di 3 miliardi di anni non smette di differenziarsi negli oceani.

Il libro "Plancton - Aux origines du vivant", edito dalla casa editrice ULMER (Paris), è disponibile in francese.

La serie di video "Chroniques du Plancton" coniuga arte e scienza per scoprire la diversità e la bellezza degli organismi marini che si muovono secondo la deriva delle correnti.

Il progetto nasce per iniziativa di Christian Sardet nell’ambito della spedizione Tara Oceans, con la partecipazione dell'Osservatorio oceanologico di Villefranche-sur-Mer (OOV), con CNRS Images (Meudon), in cooperazione con Parafilms (Montréal).
Un ringraziamento a Claude Carré, allo staff dell'OOV, e ai numerosi coordinatori e partecipanti della spedizione Tara Océans. È possibile vedere i video nel sito interattivo: planktonchronicles.org


Di seguito vi segnaliamo alcuni episodi da scoprire:

Protistes - Cellules dans la mer - 02:56
I protisti marini sono organismi unicellulari, precursori di piante e animali.

Salpes - La vie enchaînée - 02:19
Nonostante l’apparenza primitiva, le salpe sono gli antenati più prossimi dei pesci.
Quando le alghe abbondano, le salpe proliferano in lunghe catene di individui clonati.

Siphonophores - Les plus longs animaux du monde - 03:56
Imparentati con i coralli, i sifonofori sono colonie di organismi specializzati.
Alcuni catturano e digeriscono le loro prede, altri nuotano o depongono uova.

Diatomées - Maisons de verre - 05:06
Campioni della fotosintesi, questi organismi unicellulari apparsi ai tempi dei dinosauri producono un quarto dell’ossigeno presente sulla Terra.

Pelagia - Méduses redoutées - 02:27
Le pungitrici color lilla si muovono in banchi, a scapito dei bagnanti che temono le loro cellule urticanti.

Macroplancton gélatineux - 02:31
Le meduse, o ctenofori di macroplancton gelatinoso, sono apparse più di 500 milioni di anni fa. Saranno loro a dominare presto gli oceani?

Cténophores - Orgie de couleurs - 02:01
Onde di luce iridescenti attendono in agguato le loro prede: ecco gli ctenofori.


La serie “Chroniques du Plancton” è stata realizzata da Christian Sardet (CNRS), Sharif Mirshak e Noé Sardet (Parafilms) nell’ambito della spedizione Tara Oceans con la partecipazione dell’Osservatorio oceanologico di Villefranche-sur-Mer (CNRS/UPMC). Il progetto si avvale del sostegno finanziario del CNRS (INSB/INEE), dell’istituto IBISA (Infrastructures en Biologie Sante et Agronomie ) dell’Université Pierre et Marie Curie e della città di Nizza.

3.4.14

Tara a Le Havre


Tara è a Le Havre, banchina Paul Vatine, quai des Antilles fino al 10 aprile.

Partenza prevista per la spedizione Tara Mediterraneo a metà aprile.

Seguiteci anche su Twitter e iPad.

1.4.14

Tara sta arrivando a Le Havre

M.Hertau/Tara Expéditions


Domani, 2 aprile, alle 12:30 Tara arriverà a Le Havre, 
presso la banchina Paul Vatine, Quai des Antilles. 


Vi aspettiamo numerosi!

31.3.14

Planet Ocean: presentazione a Che tempo che fa


Luca Mercalli a "Che tempo che fa" presenta Planet Ocean di Yann Arthus-Bertrand: eccezionali inquadrature in più di venti paesi per incoraggiare il pubblico a concepire la conservazione dell’ambiente come responsabilità globale e condivisa.

27.2.14

Tara a Le Havre dal 10 marzo al 10 aprile



 
Venite a scoprire l’esposizione “Tara, au coeur de l'exploration des océans”
 a Le Havre dal 10 marzo al 10 aprile




Per un mese a partire dal 10 marzo Tara Expéditions e il suo equipaggio saranno a Le Havre per presentare l’esposizione Tara: nel cuore dell’esplorazione degli oceani. L’evento nasce grazie al contributo e al sostegno della città di Le Havre. La goletta sarà presente dal 3 al 10 aprile in occasione della settimana dedicata allo sviluppo sostenibile. Il programma di questa settimana include visite all’imbarcazione, conferenze e proiezione di filmati.

Ingresso gratuito

Quai des Antilles (vicino a Magic Mirrors). Aperto dalle 9 alle 18. 


Maggiori informazioni

In francese

In inglese

Video: Tara jette l'ancre au Havre

20.2.14

Tara è ormeggiata presso la base di sottomarini di Lorient, nota anche come base sottomarina di Keroman, un complesso di bunker della Seconda Guerra Mondiale.

Prossimo scalo: Le Havre dal 2 al 10 aprile ed esposizione visitabile dal 10 marzo.

Partenza prevista per la prossima spedizione "Tara-Méditerranée" a metà aprile.

29.1.14

Tara Expéditions in cifre


Dal 2003 Tara Expéditions opera a favore dell'ambiente e della scienza grazie a una barca mitica, Tara, costruita per navigare in condizioni estreme. Il progetto nasce dalla passione per gli oceani, dalla visione umanista e dall'impegno dei suoi creatori. Di seguito riportiamo una sintesi in cifre dei progressi compiuti da Tara e dal suo equipaggio in tutto il mondo.


Tara tra i ghiacci al tramonto. F.Aurat/Tara Expéditions



250 mila chilometri percorsi in 10 anni

330 persone provenienti da 40 paesi hanno partecipato alle spedizioni a bordo di Tara

1800 giorni di spedizione

38 paesi attraversati

20 aree scientifiche: biologia marina, biologia molecolare, tassonomia, oceanografia, bioinformatica, biogeochimica, genomica, imaging, ecologia, modellazione, microbiologia (microbiologia e virologia), meteorologia, bilancio di radiazione, nivologia, glaciologia, zoologia, ornitologia, archeologia, geologia.

70 laboratori e istituti scientifici coinvolti

34 pubblicazioni scientifiche relative a Tara

50 mila foto e video pubblicati su Internet

8 bacini di carenaggio

Le persone che hanno trascorso più tempo a bordo: Hervé Bourmaud (capitano), Loic Valette (capitano), Samuel Audrain (capitano), François Aurat (ufficiale di coperta), Sarah Searson (ingegnere oceanografico), Marc Picheral (ingegnere oceanografico) e Grand Redvers (capo spedizione)

La tempesta più grande: dicembre 2010, alle porte dello Stretto di Magellano in Argentina, 82 nodi

Posizione più a nord raggiunta: N 88° 28° 4-129° E, maggio 2007

Posizione più a sud raggiunta: S 65° 52 - W 64° 18, febbraio 2005 


La goletta in cifre
Lunghezza: 36 metri
Larghezza: 10 metri
Pescaggio: 1,50 m - 3,50 m
Peso: 120 tonnellate
Dissalatore 300 litri / ora
Serbatoio carburante: 40.000 litri
Riserva acqua: 6000 litri
Serbatoio di acque usate: 7000 litri 
Posti letto: 14 persone